“After Shakespeare”, la maratona a metà percorso

imageLe luci led e il sontuoso lampadario che troneggia al centro del salone, ma che figurerebbe benissimo in un teatro ottocentesco all’italiana; le poltrone quasi virtuali delle platea, in un plexiglas che finge di non esserci, segno di un Moderno che avvolge maliziosamente la Tradizione, e al centro un palcoscenico strutturato intorno a una pedana di legno prezioso che nessun teatro impiegherebbe (chi sarebbe così matto da usare quelle assai pregiate per martoriarle con i chiodi?). La prima tranche della Maratona “After Shakespeare” si è snodata lungo l’asse Antico/Moderno, così com’era prevedibile, e ci sembra che l’agrodolce abbia funzionato. In scena, le pièce di Nicola Fano (“La signora Shakespeare”), Lia Tomatis (“Il sogno di Bottom”) e Donatella Musso (“Lady M”).
Questa sera, a iniziare dalle 19, la seconda tranche: “Puck e l’Allodola” (Alberto Gozzi), “Salvate Desdemona”) (Lidia Ravera), “A Losing Suit” (Sergio Pierattini).

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EVA FUTURA. Appunti dalle prove. La vischiosità della carta


prima letturahttp://fondazionetpe.it/spettacoli/scheda/229/

Da destra a sinistra: Andrea Fazzari, Eleni Molos, Anna Montalenti, Fiorenza Pieri, Alberto Gozzi, Rocco Rizzo, Francesco Ghisi. Nella foto in B/N la carta, “sparando” il bianco, rivela la sua invadenza e (come effetto secondario invisibile) la sua vischiosità. Le prove al tavolino non si possono eliminare ma proveremo a limitarle, alzandoci e andando in palcoscenico al più presto, forse già da oggi stesso. Ieri abbiamo compiuto qualche timido raid. Anna Montalenti, che interpreta il personaggio della serva Molly, si è avventurata nello spazio scenico vuoto sul quale avevamo tracciato rudimentali e un po’ patetici punti di riferimento usando mozziconi insignificanti di scotch nero trovato nello sgabuzzino degli attrezzi (nero lucido sul nero opaco del tappeto, la minor chiarezza che si possa immaginare); Edison (Andrea Fazzari) ha assaggiato la cavità del suo laboratorio inesistente; quando è stato raggiunto da Lord Ewald (Rocco Rizzo) per quello che doveva essere un primo tentativo di rapporto nello spazio fra i personaggi, i due attori hanno incominciato a incrociarsi e a respingersi come due calamite di segno opposto. I raid sono finiti molto presto e siamo tornati al tavolino. Tutto sommato, la vischiosità  materna e opprimente della carta ci pareva il male minore.

Il primo trailer

Il primo trailer de “Il Ritorno di Casanova” nella riscrittura di Alberto Gozzi.

Guarda il primo trailer de “Il ritorno di Casanova” nella riscrittura scenica di Alberto Gozzi e lascia un commento!

 

con: Roberto Accornero, Francesco Benedetto, Eleni Molos, Marco Intraia, Alessandro Salvatore, Luisa Ziliotto
troupe: Claudia Conte, Enrico De Santis, Mariangela Durante, Lavinia Giammarruco

Riprese e montaggio a cura di Francesco Ghisi.

 

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L’arca e la bottiglia. nota a margine de “Il pipistrello”. 25 marzo. Teatro Astra. Sala prove

arca e bottigliaUn ricordo di molti anni fa: il famoso musical di Garinei e Giovannini “Aggiungi un posto a tavola” nel quale un volonteroso prete, Johnny Dorelli, tentava di salvare i suoi parrocchiani da un secondo diluvio universale. Il sottofinale era l’apparizione di un’arca gigantesca che faceva il suo ingresso strappando un “ooh!” di meraviglia al pubblico, che prorompeva in un delirio di applausi come dopo un’aria cantata da Pavarotti. E aveva ragione: l’arca, di Coltellacci, era di vero legno, quintali, forse tonnellate di legno che scivolavano sul palcoscenico; una balena lignea che si apriva e si chiudeva armoniosamente al suono di una musica trascinante.

Sulla commossa platea aleggiava un mito che, come spesso accade, si trasforma in luogo comune, quello della magia del teatro; nell’immaginario di molti, ancora oggi, prospera un paradosso secondo il quale il teatro (così come tutte le arti) raggiunge l’apice quando riesce ad annullare il fossato che separa la realtà dalla finzione.

Mi è tornata in mente l’arca di Garinei e Giovannini mentre stavo facendo l’inventario della semplice attrezzeria che ci servirà per la messa in scena del Pipistrello: cinque sgabelli (ancora da trattare), una bottiglia, un bicchiere, pinzette per i peli superflui (due, una per ciascuna attrice), un bicchierino “da cicchetto”, di quelli che si usavano nei bar popolari… l’elenco è ancora parziale (lo sto compilando) ma non sarà tanto più lungo di questo.

Figurine del “Pipistrello”: la Dama Velata

donna in neroSì, ci sarà anche lei, il 25 marzo, nell’arena Italia in cui si prova “Il Pipistrello”: la Dama Velata. Il personaggio è tanto misterioso che di esso non si può dir nulla, anche per non rovinare la sorpresa agli spettatori; si può tuttavia lasciare il campo libero alle associazioni che il personaggio della Dama Velata suscita in ciascuno. Una vedova? Una vendicatrice? La custode di un segreto indicibile? Una nipote di Pirandello? Un agente della SIAE en travesti ?