L’arca e la bottiglia. nota a margine de “Il pipistrello”. 25 marzo. Teatro Astra. Sala prove

arca e bottigliaUn ricordo di molti anni fa: il famoso musical di Garinei e Giovannini “Aggiungi un posto a tavola” nel quale un volonteroso prete, Johnny Dorelli, tentava di salvare i suoi parrocchiani da un secondo diluvio universale. Il sottofinale era l’apparizione di un’arca gigantesca che faceva il suo ingresso strappando un “ooh!” di meraviglia al pubblico, che prorompeva in un delirio di applausi come dopo un’aria cantata da Pavarotti. E aveva ragione: l’arca, di Coltellacci, era di vero legno, quintali, forse tonnellate di legno che scivolavano sul palcoscenico; una balena lignea che si apriva e si chiudeva armoniosamente al suono di una musica trascinante.

Sulla commossa platea aleggiava un mito che, come spesso accade, si trasforma in luogo comune, quello della magia del teatro; nell’immaginario di molti, ancora oggi, prospera un paradosso secondo il quale il teatro (così come tutte le arti) raggiunge l’apice quando riesce ad annullare il fossato che separa la realtà dalla finzione.

Mi è tornata in mente l’arca di Garinei e Giovannini mentre stavo facendo l’inventario della semplice attrezzeria che ci servirà per la messa in scena del Pipistrello: cinque sgabelli (ancora da trattare), una bottiglia, un bicchiere, pinzette per i peli superflui (due, una per ciascuna attrice), un bicchierino “da cicchetto”, di quelli che si usavano nei bar popolari… l’elenco è ancora parziale (lo sto compilando) ma non sarà tanto più lungo di questo.

Figurine del “Pipistrello”: la Dama Velata

donna in neroSì, ci sarà anche lei, il 25 marzo, nell’arena Italia in cui si prova “Il Pipistrello”: la Dama Velata. Il personaggio è tanto misterioso che di esso non si può dir nulla, anche per non rovinare la sorpresa agli spettatori; si può tuttavia lasciare il campo libero alle associazioni che il personaggio della Dama Velata suscita in ciascuno. Una vedova? Una vendicatrice? La custode di un segreto indicibile? Una nipote di Pirandello? Un agente della SIAE en travesti ?

Sul filo del comico – nota a margine del “Pipistrello”

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Wally è una giovane aspirante attrice appena entrata in compagnia grazie a un protettore che finanzia l’impresa teatrale ma la raccomandazione arriva tardi, quando quasi tutti i ruoli sono occupati, così Wally deve accettare controvoglia la parte di una vecchia perpetua che si aggira per il Vescovado ciabattando. Per la bella e inesperta attrice è quasi impossibile costruire il personaggio di una megera catarrosa e bisbetica e la sua caratterizzazione non può che essere catastrofica.

L’attore che rappresenta la sua evidente inadeguatezza a sostenere un ruolo è un tema ricorrente nello spettacolo. Un esempio magistrale lo ritroviamo nel “Circo” di Chaplin, quando Charlot, cercando di rimediare come sempre la giornata, capita in un circo che deve sostituire un clown. Nella finzione del film, l’omino in bombetta è palesemente estraneo all’arte circense ma il provino che deve improvvisare sotto gli occhi di un accigliato, imperioso Direttore (“E adesso fammi ridere!”) è così disastroso che finisce per diventare comico suo malgrado.

Di fronte agli innumerevoli “comici” che spuntano sugli schermi televisivi verrebbe da pensare che la loro abissale inadeguatezza dovrebbe risultare esilarante, invece produce solo una sgradevole malinconia; i ragazzotti che vengono catapultati in scena da chissà dove sono convinti che il loro strabuzzare degli occhi e i loro berci siano divertenti; l’esibizione di Chaplin compiva un doppio salto mortale nel comico partendo da una maliziosa, presunta incapacità. Considerando la grandezza di Chaplin, il paragone può sembrare improprio e blasfemo: forse lo è ma serve a ricordare che, anche nel nostro piccolo mestiere, la consapevolezza è la premessa indispensabile, in barba a ogni preteso talento.

un pirandello apocrifo? 25 marzo. sala prove astra. due spettacoli: 19 e 21.30.

25 marzo. sala prove astra. due spettacoli: 19 e 21.30

La commedia che Pirandello non scrisse mai, e questa ci è parsa una buona ragione per metterla in scena partendo dal racconto “Il pipistrello”. Chi ha la curiosità di leggerlo, lo trova nel pdf di “Novelle per un anno a pagina 103.

(http://www.scientificogalileilanciano.it/PDF/PirandelloNovellePartePrima.pdf)

Bisogna avvertire subito l’eventuale lettore/spettatore che si tratta di una vivace riscrittura: ciò che era racconto, nel  nostro spettacolo diventa dialogo – e non è  l’unica variante: oltre al pipistrello che minacciosamente incombe, ci sono ingredienti del tutto nuovi: uno studio radiofonico del tutto inventato, un satiresco protettore di attrici (che non compare mai ma che aleggia a sua volta), più altre sorprese che non possiamo svelare, perché nella commedia serpeggia anche una certa dose di suspence, oh sì!

Fauna teatrale: l’autore – nota a margine de “Il pipistrello”

autore senza scrittaÈ difficile trovare un personaggio più ridicolo dell’autore drammatico che, miserabilmente, si sente obbligato a difendere la sua commedia dalle insidie degli attori e del regista. Nel Teatro comico, Goldoni aveva tratteggiato il personaggio di Lelio, poeta di compagnia, come una macchietta che assillava il capocomico e le attrici offrendo commedie improponibili e dichiarandosi pronto a scrivere parti su misura per questa o per quella, tranne poi lamentarsi della scarsa considerazione in cui era tenuto un talento come il suo. Nel Pipistrello pirandelliano, Faustino Perres, erede del lontano poeta drammatico, trasuda una comica malinconia: egli sospetta che la sua commedia – messa in scena per caso, senza entusiasmo, come tutte le commedie – è mediocrissima e tuttavia la protegge, per quanto può, come un padre fa con la sua creatura stortignaccola. Afflitto da una moglie terribile (che per fortuna non compare mai in scena), Perres proietta i suoi sogni di evasione – forse anche, potremmo dire, la sua piccola spiritualità – nel teatro. Ne riceve in cambio pedate metaforiche e urticanti: un esemplare caso clinico di masochismo amoroso: come quello che affligge tutti i teatranti.