Riscritture. Di Robinson Crusoe e di vari altri miti

Il destino dei miti è quello di essere narrati indefinite volte nel tempo e coniugati nei più svariati livelli linguistici, da quello della mamma (diciamo della maestra, non so se la mitologia è ancora diffusa nelle famiglie) che racconta al bimbo le imprese di Ercole all’Eracle di Euripide, a Gli amori di Ercole, un film degli anni Sessanta  interpretato dalla maggiorata Jane Mansfield e dal suo muscolosissimo marito Mickey Hargitay.
jane mansfieldNella grande fabbrica della comunicazione, i reparti addetti alla rielaborazione dei miti sono continuamente in attività, giorno e notte, decennio dopo decennio; a incominciare dal cinema. Indimenticabili, anche per la loro disinvolta impudenza, le rielaborazioni dei comici:
Totò e Cleopatra, I barbieri di Sicilia, con Franchi e Ingrassia, e quelle di maggior impegno, come Apocalypse Now, libera rielaborazione di Cuore di tenebra, di Conrad.
mix film

 Non diversamente dal ciclo virtuoso (o vizioso) della ripetizione televisiva, in base al quale la quindicesima volta che lo vedi, anche di sfuggita, un conduttore ti sembra meno cretino della prima, anche un’opera letteraria si trasforma in mito grazie (ma non esclusivamente) alle sue reiterate riscritture. Ad esempio, e non lo cito a caso, Robinson Crusoe conobbe in meno di un secolo più centinaia di imitazioni, ciascuna delle quali alimentò le successive con una sorta di effetto valanga. Dopo due secoli, il mito di Robison Crusoe rivive in numerosi film, compresa la versione di Paolo Villaggio, Il signor Robinson – mostruosa storia d’amore e di avventura, che si sceglie come Venerdì la bellissima Zeudy Araia.

villaggio

https://www.youtube.com/watch?v=Xi1m2DrdKJo

Come gli amici di questo blog sanno, anche Radiospazio Teatro sta lavorando al suo Robinson, ma di questo parleremo più diffusamente un’altra volta.

robinson 2 marchi

 

 

Radiospazio teatro approda all’isola di Robinson. Un antipasto il 14 ottobre al Teatro Astra di Torino

robinson ridotto

È da qualche tempo (molto tempo) che su questo blog non parliamo di teatro – del teatro di Radiospazio, intendo – e questo perché la nostra stagione quest’anno incomincia in ritardo, precisamente il 10 marzo al Teatro Astra di Torino.
Adesso è venuto il momento di rompere il silenzio: il 14 ottobre, alla Sala grande del Teatro Astra (via Rosolino Pilo 6, Torino) ci sarà una lunga, e sicuramente molto varia, kermesse teatrale nel corso della quale verranno presentati piccoli frammenti delle produzioni della stagione 2014-2015. Ci saremo anche noi, fra i tanti, con un piccolo assaggio dello spettacolo al quale stiamo lavorando. Non diciamo di più perché le modalità della presentazione saranno piuttosto inconsuete e preferiamo fare una sorpresa a chi interverrà. Lo spettacolo è una molto libera riscrittura scenica del Robinson Crusoe, di DeFoe. Per i follower di questo blog che abitano a Torino e dintorni è un’occasione per conoscere personalmente gli attori di Radiospazio e scambiare due chiacchiere, se lo vorranno.

L’ingresso è libero.
Per ulteriori informazioni, http://fondazionetpe.it
Vi aspettiamo

Nei gorghi della radio. Michel Tournier.TRISTAN VOX, sceneggiato.Audio 2ª puntata. 12’30”

tournier blog 2ª puntata

con Roberto Accornero, Eleni Molos, Francesco Benedetto, Michela Atzeni, Alessandro Salvatore, Carlo Nigra
assistente alla regia: Mariangela Durante
sceneggiatura e regia: Alberto Gozzi
http://www.spreaker.com/user/7367339

Pubblichiamo la seconda puntata del nostro sceneggiato Tristan Vox, tratto dall’omonimo racconto di Michel Tournier.
Nella prima puntata abbiamo conosciuto i protagonisti:
Félix Robinet è un grigio conduttore radiofonico di un’emittente francese. Il suo fisico non è dei più prestanti ma la sua voce (e anche le banalità che snocciola) seducono le ascoltatrici. La sua vita è monotona, tutta casa e radio, né Robinet aspira a una vita movimentata, da quel “topo di radio” che è.
Jeanine è ufficialmente la sua segretaria, in realtà la sua tiranna che gli impone non soltanto un superlavoro ma anche la linea della trasmissione. Il mite Robinet vorrebbe ribellarlesi ma non riesce.
Jacotte è la moglie di Robinet. Cuoca raffinata e maniacale, rafforza il suo legame coniugale con le sue ricette. Dopo tanti anni di matrimonio, riesce ancora a stupire il marito con le sue uscite stravaganti.
La seconda puntata si apre con Robinet che torna a casa e trova, oltre alla moglie, uno dei suoi piatti preferiti, il carré d’agneau.

Puoi ascoltare la prima puntata di Tristan Vox sul bloghttp://radiospazioteatro.com/2014/09/25/nei-gorghi-della-radio-michel-tournier-tristan-vox-sceneggiato-audio-1a-puntata-923/

Federico Fellini. L’ometto allo specchio. Audio/Radiospazio. durata 4’36”

immagine fellini. l'ometto allo specchio

Un altro audio del giovane Fellini, che fra il 1939 e il 194o fa una breve ma intensa gavetta radiofonica prima di dedicarsi al cinema. La sua produzione è disimpegnata, veloce, artigianale ma contiene in embrione alcuni elementi della poetica felliniana. In questo “Ometto allo specchio”, per esempio, oltre al realismo magico che circola nella cultura italiana in quegli anni, si rivela un certo interesse per l’introspezione (con qualche compiacimento che poi scomparirà).

Per la lettura e per la scena: Pat Rushin, La velocità della luce

stanwick

Piccolo racconto dialogato, con un taglio finale che lascia sospesa la narrazione. Potrebbe essere il tassello di uno spettacolo ancora tutto da costruire montandolo con altri pubblicati in questo blog, perché no? Tempo fa, qualcuno mi ha chiesto perché andassi spargendo questi frammenti; mi piace pensare che fra i lettori ci sia anche un teatrante che va scegliendone alcuni per rimontarli sul filo di un suo personale spettacolo. Forse il senso di un blog ondivago come Radiospazio Teatro può anche essere quello di affidare dei materiali al vent0 della rete immaginando che vadano a ricomporsi da qualche parte e in qualche modo.

ATTORE    Una sera, mentre eravamo a letto a guardare lo show di Johnny Carson, mia moglie mi disse che era finita.
ATTRICE   Voglio divorziare.
ATTORE    Quando?
ATTRICE   Il più presto possibile.
ATTORE    Perché?
ATTRICE   Non resisto più. Mi stai facendo diventare pazza. Non ti amo.
ATTORE    Improvvisamente mi sentii in preda alle vertigini.
ATTRICE   Capisci?
ATTORE    Sei stanca. Dormi un po’. Ne parleremo domani.
Il mattino dopo la radio mi svegliò con con una notizia che cancellò dalla mia mente l’episodio della sera prima. Un comunicato degli scienziati di tutto il mondo annunciava che la velocità della luce stava aumentando: 301.561 chilometri al secondo la sera precedente, più di 304.000 al momento dell’uscita dei giornali.
«E adesso che facciamo? Ce la prendiamo con calma, ci lasciamo prendere dal panico, o che cosa?»
ATTRICE   Non c’è niente da fare. È finita.
ATTORE    La mattina trascorse velocemente, con la televisione che era diventata un caleidoscopio di domande, teorie, spiegazioni.
ATTRICE   Che cosa stai facendo?
ATTORE    Niente. Cerco di prendere questa cosa con calma.
ATTRICE   Come ti senti?
ATTORE    Non è facile. Ti aspetti che le cose continuino come sempre, poi all’improvviso qualche cosa che hai sempre dato per scontato…
ATTRICE   Mi dispiace che sia dovuto succedere. So che è stato un colpo.
ATTORE    Un colpo, sì.
ATTRICE   Non lo faccio semplicemente per capriccio. Voglio che tu lo sappia. Ci pensavo da anni. Ma c’erano i ragazzi… Ho già fatto le valigie. Ho chiamato un taxi. I particolari possiamo sistemarli dopo. Dimmi solo che capisci perché lo faccio.
ATTORE    Le cose intorno erano troppo luminose. Tutto stava andando sempre più veloce. Non riuscivo a pensare, non riuscivo a guardarla.
«Fare cosa?»
Lei mi strinse il braccio. Sentii che singhiozzava, e le diedi un colpetto affettuoso sulla mano.
«Servirebbe a qualcosa parlarne?»

Pat RushinLa velocità della luce
“Narratori di poche parole”, Guanda. traduzione Luigi Schenoni