Arthur Clarke è noto al grande pubblico perché fornì a Kubrick il soggetto per 2001, Odissea nello spazio ma i lettori di fantascienza lo conoscono come autore di romanzi che sanno uscire dalla letteratura di genere, come il racconto sornione e apocalittico dal quale abbiamo tratto lo sceneggiato che vi proponiamo questa settimana.
Categoria: FOGLI SPARSI
Robinson. Agosto
Il cantiere è aperto. Stiamo ancora elaborando il piano di produzione che non è semplice (riprese in esterni, location, ecc.). Il cast è in via di definizione ma non si chiuderà tanto presto perché lavoriamo anche sui personaggi che a prima vista possono sembrare minori. Per ulteriori informazioni, radiospazio.teatro@gmail.com.
Piccolo frammento per attrice. Jane Anne Phillips. Souvenir
Continuiamo con i tasselli di un possibile repertorio – che per la verità, al momento, assomiglia a un magazzino nel quale si vanno ammucchiando i materiali più disparati.
Può darsi tuttavia che un’attrice o un attore o tutti e due si divertano a costruire uno spettacolo mosaico per il momento imprevedibile.
Kate fece salire sua madre sulla ruota della giostra. «Sembra un po’ traballante», disse. «Oh, non preoccuparti», fece sua madre. Il carrello dondolò. Mentre s’innalzavano Kate guardò in lontananza l’ospedale, bianco, lucente, e pensò che di lì a poco avrebbe dovuto riaccompagnarvi la madre. «Mamma, arriva un temporale » le disse. « No, » rispose sua madre « è solo di passaggio. » Portò la mano sul ginocchio di Kate e toccò la gonna di sua figlia. Quando furono quasi in cima si fermarono. Il carrello ondeggiava avanti e indietro. «Stai male, vero?» chiese la madre. Si guardarono dritto negli occhi. «So tutto», disse sua madre. «So quello che tu e i medici non mi avete detto». Il cielo girava intorno a loro. Kate inghiottì con calma e lasciò che il loro sguardo crescesse senza fine. Scorse se stessa nel grandi occhi bruni di sua madre e sentì che ci cadeva dentro lentamente.
Da Souvenir, di Jane Anne Phillips, Mondadori, traduzione di F. Franconeri
Radiofellini
Per il giovane Federico la radio fu una sorta di zia dai fianchi larghi e dalle maniere semplici, dispensatrice di gratificanti merende con pane burro e marmellata; oppure, se si vuol essere’ più maliziosi, una nave scuola, una signora dalle miti pretese, che svezzò l’aspirante cineasta chiedendogli prestazioni modeste, alla sua portata ma che si sarebbero rivelate preziose per il suo apprendistato. Trasmissioncine semplici, avrebbe detto lui che amava i diminutivi e i vezzeggiativi, storielline, battutine… Insomma, una gavetta facile nella quale Federico avrebbe incominciato a buttar giù i primi abbozzi di quella che sarebbe stata la sua poetica ma senza rifletterci troppo. I suoi sketch radiofonici risentono di quel “Realismo magico” che Bontempelli aveva messo in circolo nella nostra letteratura e al tempo stesso di quella “poetica del circo” che avrà un ruolo importante nella cinematografia di Fellini autore a tutto tondo. Per chi ama i riferimenti biografici, vale la pena di ricordare che proprio in questo periodo radiofonico Fellini incontrò Giulietta Masina per la quale scrisse un ciclo di storielle che ebbero un certo successo anche se, ascoltate oggi, appaiono un po’ sdolcinate. Insomma, sono svariate le ragioni che ci inducono a invitarvi all’ascolto di “Nel regno delle canzonette”, pubblicato il 27 giugno in questo blog.
http://www.spreaker.com/user/7367339/fellini-nel-regno-delle-canzonette
P.S. Per i cultori della radiofonia d’epoca (e non), il viaggio nella canzone proposto in questo sketch fu un modello imitato innumerevoli volte nei decenni successivi.
Radiospazio 2014 – 2015. Un best seller e due sorprese.
Dopo la conferenza stampa del TPE, lo possiamo dire: al centro della prossima stagione di Radiospazio ci sarà un Robinson Crusoe. Con l’isola, naturalmente, e il mare, e Venerdì, e forse anche il pappagallo parlante – mentre invece dovremo rinunciare ai cannibali per una questione di budget. Diciamo, insomma, che gli ingredienti principali del grande romanzo di De Foe ci saranno tutti. E in più alcuni personaggi che nel romanzo non compaiono: il vecchio Daniel Defoe, il libraio William Taylor e Best Seller; quest’ultimo è una presenza tanto incorporea quanto incombente: è necessario che il romanzo ancora da scrivere abbia le caratteristiche del Best Seller, ne ha bisogno De Foe, che deve fare la dote alla figlia e ne ha bisogno il libraio Taylor che deve investire una cospicua cifra per la tiratura. Siamo nel 1719 ma le dinamiche editoriali non sono molto diverse da quelle dei nostri giorni. De Foe ha avuto l’idea di riscrivere una storia vera, quella del marinaio scozzese Alexander Selkirk che aveva trascorso quattro anni e quattro mesi in solitudine su una delle Isole Juan Fernández prima di tornare in patria, ma una vicenda forte non basta, il libraio Taylor vuole entrare nel merito e vagliare cosa può funzionare e cosa, invece, va espunto dalla vicenda del naufrago. E De Foe racconta, e il racconto prende forma sulla scena e nei video che narrano l’isola. Tuttavia le forbici dell’editore sono in agguato e molti saranno i tagli, e dolorosi. E’ il marketing, bellezza.


