Il fascino del pop/e viceversa.

shakespeare&company

Ultimi ragionamenti sul programma per la prossima stagione teatrale, fra qualche giorno i giochi saranno tutti, e ufficialmente, chiusi – per le compagnie piccole sul formato di Radiospazio, intendo, perché quelle istituzionali hanno già provveduto da tempo, com’è logico.
Provveduto e annunciato. E l’annuncio è grandioso. Lo Stabile torinese, in particolare, mette in campo alcune formazioni perentorie: Shakespeare/ Battiston, Shakespeare/ Cecchi, Shakespeare/Placido, Shakespeare/Gassman, Cristina Comencini/Cristina Comencini, Pirandello/Lavia, Pirandello/Orsini, Don Giovannni/Timi, La Parola/Peppe e Toni Servillo, Cyrano/Ferrini. Eccetera.
Irresistibili e pop. Forse pop in quanto irresistibili – oh, la permeabilità (umana, umanissima) del pubblico a cospetto dell’Irresistibile!
“Di fronte a uno schieramento tanto imponente”, dice, “Bisogna che i piccoli si attrezzino per la concorrenza”. (Lo so che si dovrebbe mettere sempre il soggetto ma in questo caso non ha importanza, è la voce del Mercato o se vogliamo della Saggezza). Mi diverte l’idea che Radiospazio debba fronteggiare questa Armada con i suoi spettacoli fatti di nulla (a parte le bravure, gli ingegni, le tenacie), è un paradosso tonificante. Dunque anche noi faremo il nostro piccolo, grande spettacolo pop – con relativo annuncio, il 25 giugno.

Sulle tracce della Medusa. LA MORTE DI DON GIOVANNI. Audio/Radiospazio

don giovanni con fiammeFra le tante creature mostruose che ci ha consegnato la mitologia greca, Medusa è una delle più sinistramente “moderne”, a incominciare dall’acconciatura che ridicolizza i tentativi degli Hair Stylist di stupire con creazioni originali: i capelli acconciati a forma di testa di maiale, di nido di uccelli, di vela multicolore (esempi tratti dai cataloghi) sembrano acconciature da collegio femminile se paragonate alla matassa di serpenti (vivi, naturalmente) che si agitano sulla testa della Medusa. Per non parlare poi dell’impatto che la mostruosa creatura ha sugli uomini, che dapprima attrae col suo imperscrutabile potere e che quindi lascia di brutto, anzi letteralmente di pietra, come altrettanti monumenti alla grullaggine maschile.
“Il volto di Medusa” è un convegno che si è svolto a Torino, la scorsa estate, con riferimento ad Arturo Graf, uno scrittore vissuto nella seconda metà del XIX secolo scorso e attivo anche a Torino, che non molti ai nostri giorni ricordano. Di Graf avevo letto non sistematicamente solo qualche produzione in versi e a dir la verità lo avevo dimenticato; mi è tornato in mente solo quando l’organizzatrice del convegno, la professoressa Clara Allasia, ha avuto l’idea di chiamare in causa Radiospazio per realizzare uno spettacolo sonoro sui “Poemetti drammatici” di Graf, che io totalmente ignoravo. Il contesto accademico del convegno e l’immagine approssimativa che avevo dell’autore mi fecero pensare che l’impresa fosse un po’ fuori dalle corde di Radiospazio ma il pregiudizio svanì quando scoprii che nei “Poemetti” i versi erano improntati alla dinamica scenica e che il poeta era anche un ottimo drammaturgo, capace per di più di coltivare l’ironia. Che affiora palesemente nei quattro poemetti che abbiamo realizzato, a incominciare da quello di cui oggi vi proponiamo l’ascolto, La dannazione di Don Giovanni, una divertita riscrittura che colloca l’eterno libertino in un Inferno parodistico e sorprendente: venti minuti di ascolto molto godibile.

http://www.spreaker.com/user/7367339/a-graf-la-dannazione-di-don-giovanni
Dopo il 2 giugno 2014 questo audio potrà essere rimosso dal sito di Spreaker. Chi desiderasse ascoltarlo dopo questa data potrà farne richiesta al blog di Radiospazio.