Mario Baudino, Scuola e Università, insegnate l’etimologia (La Stampa)

“Lo scrittore Marco Balzano ricorda un episodio di quando era al liceo: il professore spiegò alla classe distrattissima, che stava pensando a tutt’altro, come il termine latino homo abbia la stessa radice di humus, terra. Fu una rivelazione: da quel momento si scatenò un fuoco di fila di domande.
Balzano, vincitore di un Campiello, autore l’anno scorso di grande seguito col suo romanzo Resto qui (Einaudi), fa di mestiere l’insegnante, e non ha mai scordato quel che imparò da quel giorno. Ora lo ha riversato in un saggio di piacevole lettura, Le parole sono importanti (sempre uscito per Einaudi) dove lancia un appello: studiamo l’etimologia, è la scienza che permette in modo trasversale di approfondire storia, antropologia, letteratura, linguaggi, scienza.”

Leggi il resto dell’articolo:
https://www.lastampa.it/2019/03/15/cultura/scuola-e-universit-insegnate-letimologia-f8PFVKWYe4bJLVQSDK7d7H/pagina.html

Witold Gombrowicz, Ho tanta voglia di sfuggire alla vostra Arte

A parere di chi scrive, Ferdydurke è il romanzo più importante di Gombrowicz; nonostante si colleghi alla grande tradizione delì’antiromanzo, la forte carica progettuale dell’opera non esclude una scrittura immediata e urticante; il viaggio del protagonista trentenne in un collegio di adolescenti brufolosi, mostruosi e smorfiosi, nonché stupidamente tronfi della loro giovane età, è un’odissea che attraversa il mare della demenza umana, qui annaspano professori, educatori e artisti, classici compresi. Nell’ilare tragedia che Gombrowicz mette in scena, sprofondano anche gli Assoluti: l’Arte, il Bello, il Grande, ecc.
Un romanzo del 1937 che ha molto da dire ai nostri giorni insani.

Mio Dio, non mi vergogno di confessarlo, ho tanta voglia di sfuggire alla vostra Arte quanto a voi stessi, signori! Perché non voglio sopportarvi, voi e la vostra arte, le vostre concezioni e i vostri atteggiamenti estetici, e tutti i vostri cenacoli!
Sulla terra, infatti, signori, ci sono degli ambienti più o meno infamanti, vergognosi, umilianti; e la stupidità non è spartita con equità. Così, per esempio, il mondo dei barbieri mi sembra più esposto all’idiozia che il mondo dei ciabattini. Ma quanto accade negli ambienti artistici del globo batte tutti i record dell’idiozia e dell’infamia – a tal punto che un uomo di normale costituzione, equilibrato, non può non sudare di vergogna di fronte a quelle orge infantili e presuntuose. Oh! i canti sublimi che nessuno ascolta! Oh! i conciliaboli tra iniziati e il delirio frenetico nei concerti, e quelle iniziazioni intime, l’esaltazione, le discussioni e i volti stessi di quella gente quando declamano o ascoltano, celebrando nelle cappelle private il santo mistero del Bello!

  Witold Gombrowicz , Ferdidurke, Einaudi, traduzione di Sergio Miniussi

Paul Valéry, Emozione ed emozione

Sappiamo ciò che la maggior parte degli uomini prova più o meno intensamente davanti a uno spettacolo naturale. Il tramonto del sole, i chiari di luna, le foreste e il mare ci commuovono. I grandi eventi, i momenti critici della vita affettiva, i turbamenti dell’amore, l’evocazione della morte, sono altrettante occasioni o cause immediate di risonanze intime e più o meno coscienti.
Questo genere di emozioni si distingue da tutte le altre emozioni umane. Come? È attualmente l’oggetto della mia ricerca. Ciò che m’interessa è contrapporre il più nettamente possibile l’emozione poetica all’emozione ordinaria. È molto delicato operare una simile separazione perché essa non si realizza mai nei fatti. All’emozione poetica essenziale si mescolano sempre la tenerezza o la tristezza, il furore o la paura o la speranza; gli interessi e i singoli stati d’animo dell’individuo si combinano inevitabilmente con quella sensazione di universo che è caratteristica della poesia.

Paul Valéry, Proposito sulla poesia

Il video della domenica. Umberto Eco, inventiamo un linguaggio

Giuseppe D’Antonio, Galateo editoriale. Maiuscole, punteggiatura, possessivi (I libri degli altri)

“Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.”

Leggi il resto dell’articolo:
https://ilibrideglialtri.com/category/rubriche/galateo-editoriale/

Un secolo di Bauhaus

Siamo circondati da oggetti dei quali, nella maggior parte dei casi, non conosciamo niente se non a mala pena la funzione. Non abbiamo idea della provenienza, della progettazione, del funzionamento di una quantità enorme di cose di cui si compone la nostra vita quotidiana. Eppure, gran parte dei gesti che compiamo ogni giorno sono accompagnati da qualche elettrodomestico, device, utensile che ce la rendono possibile: la mattina appena svegli prendiamo la caffettiera e come d’incanto si materializza nelle nostre tazze un caffè, accendiamo un fornello e il miracolo del fuoco prende luogo davanti ai nostri occhi, per non parlare poi dell’aura quasi magica che avvolge lo smartphone con cui leggiamo le notizie e scrolliamo i social, magari in bagno o mentre siamo sul bus. Diamo per scontato che queste cose siano sempre esistite, a meno che il nostro lavoro non sia appunto costruire o inventare oggetti, e ne facciamo un uso talmente spontaneo da averlo interiorizzato e da non considerarlo più un piccolo miracolo.

Leggi il resto dell’articolo
https://thevision.com/architettura/bauhaus-produzione-attuale/


Francesca de Lena, Lasciate fare la poesia ai poeti (I libri degli altri)

“Uno dei commenti che scrivo più spesso ai margini di un romanzo da valutare o editare è: sta facendo poesia.
Se lo pronunciassi pubblicamente starei dicendo un’inesattezza anche abbastanza fastidiosa, perché nel mio lessico privato quella frase significa: “scrive belle parole a vuoto”, mentre la poesia è tutt’altro che questo, è anzi proprio il contrario di questo: la poesia carica le parole di significato.”

Leggi il resto dell’articolo: https://ilibrideglialtri.com/2017/01/11/lasciate-fare-la-poesia-ai-poeti/

Sully Prudhomme, Il vaso infranto

Il vaso dove muore questa verbena
da un semplice tocco di ventaglio è stato incrinato;
il tocco deve averlo sfiorato appena,
non v’è stato alcun rumore.

Ma la leggera incrinatura
mordendo il cristallo ogni giorno
con un segno invisibile e deciso
ne ha fatto lentamente il giro.

La sua acqua fresca se n’è uscita goccia a goccia,
il succo dei fiori si è consumato.
Nessuno ora ha dubbi,
non toccatelo, è rotto.

Spesso, così, anche la mano che si ama,
sfiorando il cuore, lo incrina;
poi, il cuore si spezza da solo
il fiore del suo amore muore.

Sempre intatto agli occhi del mondo
sente piangere e aumentare sommessamente
la sua ferita sottile e profonda:
non toccatelo, è spezzato.

Sully Proudhomme, Il vaso infranto, Traduzione anonima

Lingua italiana, allarme dei docenti: all’università errori da terza elementare

https://informarexresistere.fr/lingua-italiana-scuola-parlare-scrivere-allarme/?fbclid=IwAR2ZS9-VT-XYM3HXx2WlHVOJftImx73ja3csJwFPiQKsDr-iOvGQgYVJmns

Il Quarto stato: dove si trova e cosa rappresenta (“Art Post”)

Il Quarto Stato è il risultato di un lungo percorso compiuto da Giuseppe Pellizza da Volpedo, che per la prima volta nella storia dell’arte italiana rappresenta l’ascesa del movimento operaio nella vita sociale del Paese e lo fa come se fosse inevitabile.

Leggi tutto l’articolo:  https://www.theartpostblog.com/il-quarto-stato-dove-si-trova-e-cosa-rappresenta/

Il video della domenica. In ricordo di Albert Finney, Tom Jones, di Tony Richardson (1963) “La seduzione è servita”

Grande attore di teatro inglese (Royal Academy of Dramatic Arts), si rivela al pubblico italiano nel 1963 in una straordinaria versione cinematografica di Tom Jones, di Fielding, con la regia di Tony Richardson e la sceneggiatura di John Osborne (quando si dice: fare le cose per bene). Il film è un capolavoro assoluto, forse la più bella riscrittura cinematografica di un classico della narrativa. Finney, che ha ventisette anni ma ne dimostra meno, interpreta perfettamente il trovatello Tom, che imprudentemente si innamora di una fanciulla di alto rango. Cacciato dal ricco signore che lo ha allevato, Tom inizia un percorso di crescita e di formazione che sfocerà nel lieto fine. La sequenza che proponiamo, tratta dalla prima parte del film. Nelle sue peregrinazioni, Tom si è imbattuto in Molly, una gaudente ninfa boschereccia (l’attrice Diane Cilento, prima moglie di Sean Connery). Dopo l’incontro fortuito nelle campagne, i due finiscono in una osteria, dove danno vita a una sequenza muta memorabile sul rapporto fra cibo e seduzione.

Dopo San Valentino. Antonio Delfini, Era meglio venire da te

Era meglio venire da te
prender due schiaffi
e non parlarne più

Era meglio venire da te
dirti ogni cosa
e non parlarne più

Era meglio venire da te
portarti via per sempre
e non parlarne più

Invece che stare a cincischiare
s’è meglio il monte
o s’è meglio il mare

Invece che stare a dire
s’è meglio amare
o s’è meglio morire

Era meglio andare
a dormire

Invece che stare a pensare
se t’avrei potuto amare

perché non mi pugnalasti nella schiena?

Antonio Delfini, Era meglio venire da te