
Aveva tante cose a cui pensare, ma non era riflessione, né una tesa volontà ciò che riempiva la sua coscienza. L’attraversavano visioni sconnesse, rapidissimi scintillii di memorie e di aspettative. Il passato e il futuro vi andavano e venivano, ma lei li vedeva solo a immagini capricciose, che sorgevano o cadevano con una logica tutta loro. Erano straordinarie le cose che ricordava. Adesso che aveva penetrato il segreto, adesso che conosceva una cosa che la riguardava così da vicino, e l’ignoranza della quale aveva resa simile per lei la vita, a un tentativo di giocare al whist con un mazzo di carte incompleto. Le loro mutue relazioni, il loro significato e per la maggior parte il loro orrore, si levavano davanti a lei in una specie di grandiosità architettonica. Una quantità di piccole cose prendevano vita dinnanzi a lei con la spontaneità di un brivido. In passato le aveva credute piccolezze, ora vedeva che erano state cariche di piombo.
Henry James, Ritratto di signora, BUR Rizzoli