
“Siamo lo scarto e la feccia”, ha proclamato Roberto Vannacci nel suo discorso all’assemblea costituente del partito da poco venuto alla luce. “La vittima è l’eroe del nostro tempo. Essere vittime dà prestigio, impone ascolto, promette e promuove riconoscimento, attiva un potente generatore di identità, diritto, autostima”, potremmo rispondere con l’incipit del sempre attuale Critica della vittima di Daniele Giglioli. E aggiungere la tendenza recente che vede una frenetica corsa per aggiudicarsi lo status di vittima, soprattutto da parte di chi non ne avrebbe diritto (“l’ideologia vittimaria è oggi il primo travestimento dei forti”). E dunque i bianchi talentuosi e competenti sono discriminati causa quote riservate alle minoranze, zittiti dal politicamente corretto, vittime fisiche di stranieri folli e criminali, o della polizia terrorizzata dalle possibili accuse di razzismo. Tale il discorso comune delle destre americane ed europee.
Leggi l’intero articolo: “Siamo lo scarto e la feccia”, ha proclamato Roberto Vannacci nel suo discorso all’assemblea costituente del partito da poco venuto alla luce. “La vittima è l’eroe del nostro tempo. Essere vittime dà prestigio, impone ascolto, promette e promuove riconoscimento, attiva un potente generatore di identità, diritto, autostima”, potremmo rispondere con l’incipit del sempre attuale Critica della vittima di Daniele Giglioli. E aggiungere la tendenza recente che vede una frenetica corsa per aggiudicarsi lo status di vittima, soprattutto da parte di chi non ne avrebbe diritto (“l’ideologia vittimaria è oggi il primo travestimento dei forti”). E dunque i bianchi talentuosi e competenti sono discriminati causa quote riservate alle minoranze, zittiti dal politicamente corretto, vittime fisiche di stranieri folli e criminali, o della polizia terrorizzata dalle possibili accuse di razzismo. Tale il discorso comune delle destre americane ed europee.
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