Le figurine di Radiospazio. Le canzonette, i giorni

Mentre le donne gridano mettendoci al mondo, c’è sempre qualche altra voce al di là della parete o nel vicolo o presso il letto che se non canta dice, bisbiglia una canzonetta. Quale fu la mia? Forse sono il nipote di canzonette napoletane candide o bizzarre, come quella in cui le donne domandavano al venditore ambulante di spille e di sicurezza: «Quante me ne dai per un tornese?»… Oppure di quelle canzonette narrative, drammatiche: le canzonette-fiume che raccontano tutta una vita. Formidabili atti d’accusa all’amicizia, all’amore, alla fortuna… Per non parlare poi del repertorio dei “posteggiatori”… A proposito, io nel mio funerale ci voglio proprio una musica di “posteggiatori”: mi seguano, come mi hanno preceduto, le canzonette. Quando sarò calato lentamente nella buca, esplodano le note furiose, rampanti, di “Funiculì funiculà”.

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