
Il giovanotto si alzò in piedi e guardò l’oceano:
– Sybil, lo sai cosa faremo adesso? Cercheremo di acchiappare un pescebanana.
– Un cosa?
– Un pescebanana. Immagino che ne avrai visti parecchi, ai tuoi bei tempi.
– No.
–No? Ma si può sapere dove vivi?
Si spinsero avanti finché l’acqua giunse alla vita di Sybil.
– Resti coi capelli così, senza cuffia, senza niente?
– Non lasciarmi andare. Tienimi forte, adesso.
– Non preoccuparti, tu devi solo tenere gli occhi aperti per il caso che passi qualche pescebanana. Questo è un giorno ideale per i pescibanana.
– Non ne vedo neanche uno.
– È comprensibile. Hanno delle abitudini molto singolari. Lo sai cosa fanno?
–No.
– Nuotano dentro una grotta dove c’è un mucchio di banane. Sembrano dei pesci qualunque, ma una volta entrati si comportano come dei maialini. So da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiarsi la bellezza di 78 banane. Naturalmente dopo una scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori dalla grotta. Non passano dalla porta.
– E poi cosa fanno?
– Ecco, mi rincresce molto dovertelo dire, Sybil.
– Perché?
– Ecco… gli viene la bananite. È una malattia terribile.
– Ne ho visto uno!
– Cosa?
– Un pescebanana.
– Santo cielo, no! Aveva delle banane in bocca?
– Sì, sei.
– Beh, adesso si torna.
Il giovanotto spinse il materassino verso la spiaggia finché Sybil poté scendere. Poi lo tirò fuori dall’acqua e lo portò a riva.
– Ciao, – disse Sybil, e corse senza rimpianto in direzione dell’albergo.
Jerome David Salinger, Un giorno ideale per i pescibanana, Einaudi
Caro Alberto,
parecchi anni fa girai un corto ispirato a questo racconto di Salinger con Stefano Accorsi e Patrizia Bollini…
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