Grazia Battiato, Breve storia dell’attacco di panico (Il tascabile)

Dieci anni fa, in un’estate catanese, mentre ero seduta sul lato passeggero di un’auto diretta al mare, ho iniziato improvvisamente a sentirmi poco bene. Il cuore accelerava, le mani sudavano e il respiro si faceva corto. Pensavo: sto morendo. Dicevo: “Ragazzi, qualcosa non va”. Poco dopo, sdraiata sul lettino di un pronto soccorso, un medico mi visitava con scrupolo, senza riscontrare nulla di anomalo. Dopo essersi accertato che non fossi sotto effetto di droghe o sostanze psicoattive, con tono rassicurante concluse: «È ansia. Lexotan, e stia tranquilla».

A fotografare quel momento rimane il referto che conservo ancora, dalla freddezza quasi beffarda: “Paziente sveglia, orientata, collaborante. Riferita tachicardia: non riscontrata. Riferita sudorazione: non riscontrata. Riferita dispnea: non riscontrata. Parametri vitali nella norma”.

Leggi l’intero (interessantissimo) articolo: https://www.iltascabile.com/scienze/breve-storia-attacco-panico/

Le figurine di Radiospazio. Cocktail creativi

Coffee and Mango cocktails with passion fruit maracuya

– Dunque, io prendo un… che fine han fatto, i Cazzoni?

– Menu nuovo.

– Okay. Prendo un Merdone. No: due Merdoni. Ma poi, che differenza c’è fra un Cazzone e un Merdone?

– Benedictine. Nel Cazzone.

– Beh, allora, mettimi un po’ di Benedictine nel Merdone. Perché in realtà quello che vorrei è un Cazzone. O due Cazzoni.

– Se no potrebbe prendere un Cazzone e un Merdone.

– Bene, così abbiamo risolto.

 Martin Amis Cane giallo, Einaudi, Traduzione di Massimo Bocchiola

Il video della domenica. Le straordinarie sculture mobili di Theo Jansen. 3′

https://www.google.com/search?q=video+theo+jansen&rlz=1C5GCEM_en&oq=video+theo+jansen&aqs=chrome..69i57j0i22i30l3.9048j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:e64328e9,vid:IRTemZ66PBI

J.W.Goethe, Il principe di Palagonia

Palermo, giovedì 12 Aprile 1787
Questa sera vidi soddisfatto un mio desiderio e a dire il vero in modo abbastanza strano. Stavo sul marciapiede della strada maestra davanti alla bottega di un certo merciaiolo, scherzando con lui; quando tutto ad un tratto mi passò davanti uno staffiere di alta statura vestito con eleganza, il quale portava un piatto d’argento su cui stavano molte piccole monete di rame e alcuni pezzi pure d’argento. Non sapendo che cosa volesse ciò significare, crollai il capo e alzai le spalle come si suol fare quando uno si vuole liberare da una domanda alla quale non si sa come, ovvero non si vuole dare risposta. Lo staffiere continuò la sua strada ed osservai allora sul marciapiede di fronte un suo compagno intento allo stesso ufficio. «Che cosa vuole ciò significare?» domandai al merciaiolo il quale, quasi nascondendosi, mi additò col gesto un signore di alta statura, magro, vestito con ricercatezza, che camminava con grande sussiego al centro della strada e in mezzo al fango. Aveva il capo ricciuto, colla cipria, teneva il cappello sotto il braccio, portava la spada al fianco ed era vestito di seta con calze, scarpe e fibbie guernite di brillanti. Era persona già attempata e camminava serio nell’aspetto senza darsi pensiero di tutti gli sguardi sopra di lui rivolti. «Egli è il principe di Palagonia», mi disse il merciaiolo, «il quale, di quando in quando, percorre la città allo facendo la colletta per il riscatto degli schiavi che stanno in Barberia. A dir la verità, raccoglie poco danaro, ma ciò vale sempre a mantenere viva la memoria di quei poveretti, e spesso chi ha conosciuto una sorte simile a quella di quei disgraziati, quando è in punto di morte lascia somme cospicue per il riscatto degli schiavi berberi. Da molti anni il principe di Palagonia è presidente dell’opera pia che mira a questo scopo, e ha fatto molto bene.» «Avrebbe dovuto impiegare a questo nobile fine il danaro che ha sprecato malamente nelle pazzie della sua villa,» commentai io. «Siamo fatti tutti così,» replicò il merciaiolo, «sprechiamo volentieri il nostro danaro per mantenere le nostre pazzie; per praticare la virtù, lo domandiamo agli altri.»

Goethe, Viaggio in Italia, Rizzoli

Le figurine di Radiospazio. Posture

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lasca che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. […] Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. […] Bene, cosa aspetti? Distendi le gambe, sui braccioli del divano, sugli orecchioni della poltrona, sul tavolino da tè, sulla scrivania, sul pianoforte, sul mappamondo… […] Regola la luce in modo che non ti stanchi la vista. Fallo adesso, perché appena sarai sprofondato nella lettura non ci sarà più verso di muoverti.

Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Einaudi

Il video della domenica. Samuel Beckett in incognito. 4′

becketthttps://www.youtube.com/watch?v=LtMUL0aDFO8&feature=youtu.b

a cura di Francesco Ghisi

Come ogni monumento, anche Beckett è imprigionato nella sua immagine; il suo volto sbalzato con lo scalpello e sormontato dai capelli candidi e ventosi si affaccia sulle pareti delle librerie insieme agli altri pochi personaggi che compongono il gotha iconico del ‘900 (Enstein che mostra la lingua, Warhol dai capelli a carciofo, Marilyn…). In questo breve video, girato da un amatore anonimo e clandestino, il monumento si anima e, sorprendentemente, fa le cose che facciamo tutti: passeggia (con aria dinoccolata) chiede un’informazione, legge il giornale, si dirige da qualche parte in compagnia di una signora… Come si vede, la trama è molto scarna ma il video, pure rubato e approssimativo, riesce a illuderci di poter stabilire, per quattro minuti, un contatto anche solo voyeristico con uno dei grandi inconoscibili della letteratura.

Azar Nafisi, Camminare a Teheran

Pensiamo a una qualsiasi delle ragazze, Sanaz ad esempio, mentre esce da casa mia, e seguiamola fino a destinazione. Saluta, si rimette la veste nera sopra i jeans e la maglietta arancione, e si avvolge il velo attorno al collo per coprire gli orecchini d’oro. Fa sparire le ciocche ribelli, ripone gli appunti nella borsa, se la mette in spalla ed esce,. Si ferma un attimo sul pianerottolo e si infila i guanti di pizzo nero per nascondere le unghie smaltate.

Osserviamola scendere le scale e arrivare in strada. Forse vi sarete accorti che i suoi gesti, la sua andatura sono già cambiati. È meglio per lei se nessuno la nota, la sente, la vede. Non cammina ben eretta, procede a testa bassa senza guardare nessuno negli occhi. Il suo passo è svelto, deciso. Le strade di Teheran e delle altre città iraniane sono pattugliate da miliziani armati, drappelli di quattro uomini e donne, su fuoristrada Toyota bianchi, a volte seguiti da un minibus. Lo chiamano il Sandue di Dio. Loro compito è quello di accertarsi che le donne come Sanaz si vestano in maniera consona, non si trucchino, non si mostrino in pubblico in compagnia di uomini che non siano i rispettivi padri, fratelli o mariti. Sanaz passerà sicuramente davanti a muri ricoperti di scritte, citazioni da Khomeini o dao Partito di Dio: CHI PORTA LA CRAVATTA È UN lacchè DEGLI STATI UNITI . IL VELO PROTEGGE LA DONNA. Accanto, lo schizzo a carboncino di una figura femminile, un volto privo di lineamenti incorniciato da chador scuro: SORELLA, BADA AL TUO VELO. FRATELLO, ATTENTO A DOVE GUARDI.

Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi

Anna Foglietta fermata dai carabinieri dopo il flash mob per Global Sumud Flotilla

https://www.ildolomiti.it/video/cultura/2025/il-video-venezia-82-carabinieri-fermano-la-lancia-con-anna-foglietta-e-laika

La polizia ha fermato al Lido la barca con l’artista Laika e Anna Foglietta, che presentavano l’opera “We are coming” a sostegno della Global Sumud Flotilla, secondo quanto riferisce il portavoce della street artist. “O si sta dalla parte degli oppressi, o si è complici. Anche il silenzio è complicità”, dichiara l’artista Laika in una nota. “L’arte oggi è un’azione pacifica e non violenta di sostegno alla Flotilla”, commenta l’attrice Anna Foglietta. Video di Davide Bosco.

Le figurine di Radiospazio. Miracoli del freddo

«Aprite, signor Holker» disse il notaio. «Sono impaziente di assistere alla risurrezione di quei due uomini.» Fecero il giro della piccola costruzione, finché scoprirono una porticina di ferro. Holker introdusse la chiave nella serratura ed aprì facilmente. Subito una corrente estremamente fredda investì i tre uomini, costringendoli a retrocedere rapidamente. «Vi è un banco di ghiaccio là dentro!» esclamò il sindaco. «Che cosa contiene quel vaso per produrre un simile gelo?»
Attesero alcuni minuti, poi, quando la corrente fredda diminuì, uno alla volta s’introdussero nel sepolcreto. Si trovarono in una stanza circolare, colle pareti coperte da lastre di vetro. Nel mezzo vi era un letto abbastanza largo e su di esso, avvolti in grosse coperte di feltro, si scorgevano due esseri umani coricati l’uno presso l’altro. I loro volti erano gialli, gli occhi chiusi, e le loro braccia, che tenevano sotto le coperte, parevano irrigidite. Non si riscontrava su di loro alcun indizio di corruzione delle carni. Il signor Holker si accostò rapidamente a loro e sollevò le coperte. «È incredibile!» esclamò. «Come si possono essere conservati così questi due uomini, dopo cent’anni? Possibile che siano ancora vivi?»
I suoi compagni si erano anche essi accostati e guardavano con una specie di terrore quei due uomini, chiedendosi ansiosamente se si trovavano dinanzi a due cadaveri o a due addormentati. Quello che si trovava a destra era un bel giovane di venticinque o trent’anni, coi capelli di color biondo rossiccio, di statura alta e slanciata; l’altro invece dimostrava cinquanta o sessant’anni, aveva i capelli brizzolati, ed era più basso di statura. Sia l’uno che l’altro erano meravigliosamente conservati: solo la pelle del viso, come abbiamo detto, aveva assunto una tinta giallastra, simile a quella delle razze mongoliche.
«Sono medico», disse Holker, «So come si deve operare. Non si tratta che di far due iniezioni.»

Jules Verne, Le meraviglie del 2000, Il Formichiere

Don DeLillo, Il Paradiso

Suor Hermann Marie ha dato gli ultimi tocchi alla mia ferita da arma da fuoco. Dalla mia sedia vedevo molto bene l’immagine di Kennedy e del papa in paradiso. Sotto sotto quel quadro mi piaceva. Mi faceva sentire bene, sentimentalmente confortato. Il presidente ancora vigoroso dopo la morte. La semplicità del papa aveva qualcosa di radioso. Perché non poteva essere vero? Perché non avrebbero potuto incontrarsi da qualche parte, in un tempo futuro, sullo sfondo di morbidi cumuli, per stringersi le mani? Perché non potevamo incontrarci tutti, come in un racconto epico di divinità proteiformi e gente comune, da qualche parte lassú, con corpi ben proporzionati e luminosi?

Ho chiesto alla mia suora: – Che cosa dice oggi la Chiesa a proposito del paradiso? È sempre il vecchio paradiso di una volta, nel cielo? Lei si è girata per lanciare una fuggevole occhiata al quadro.

– Ci fa cosí stupidi? – ha detto.

La veemenza della sua risposta mi ha lasciato esterrefatto.

– E allora cos’è il paradiso, secondo la Chiesa, se non è la dimora di Dio, degli angeli e delle anime di quelli che si salvano?

 – Quelli che si salvano? Ma salvarsi da cosa? Certo bisogna essere proprio degli zucconi per venirsene qui a parlare di angeli. Me lo faccia vedere, un angelo. Gliene sarei grata. Vorrei tanto vederlo.

– Ma lei è una suora. Le suore credono a queste cose. Quando vediamo una suora ci rallegriamo, è qualcosa di simpatico e divertente, perché pensiamo che c’è ancora qualcuno che crede negli angeli, nei santi, e in tutte le cose tradizionali.

– E lei è davvero cosí zuccone da crederci?

– Ma non è quello in cui credo io a contare. È quello in cui crede lei. – È vero, – ha detto la suora.

– I non credenti hanno bisogno dei credenti. Desiderano disperatamente che esista qualcuno che crede. Ma mi faccia vedere un santo. Mi porti qui il pelo del corpo di un santo.

Si è chinata verso di me, con quel viso severo incorniciato dal velo nero. Cominciavo a preoccuparmi.

– Siamo qui per prenderci cura dei malati e dei feriti. Questo e basta. Se vuole parlare del paradiso deve cercarsi un altro posto.

Don DeLillo, Rumore bianco, Einaudi, Traduzione di Federica Aceto

Le figurine di Radiospazio. La scoperta dell’Utile

La natura e l’esperienza, dopo matura riflessione, mi insegnarono che tutte le buone cose di questo mondo sono buone per noi solamente in quanto ci sono utili; e che, per quanto ne accumuliamo per darle agli altri, noi stessi ne possiamo godere appena quel tanto che possiamo usare e non di più. L’avaro più avido e rapace del mondo, sarebbe guarito due volte del suo vizio se si fosse trovato nei miei panni, possedendo infinitamente di più di quello che avrebbe potuto usare. Non avevo ragione di desiderare nulla, tranne cose che non avevo e queste non erano che piccolezze, sebbene molto utili per me. Avevo, come ho accennato prima, un mucchietto di danaro, in oro e argento, circa trentasei lire sterline. Ahimè! quella robaccia vana ed inutile era stata buttata da una parte; non sapevo che farne; e spesso dicevo fra me che ne avrei data una manciata in cambio di una grossa di pipe o di un mulino a mano per macinare il mio grano; anzi, l’avrei data tutta per pochi centesimi di semi di rapa o di carota inglese o per un pugno di piselli e di fagioli e una bottiglia d’inchiostro. Così com’era, non me ne veniva il minimo vantaggio, né il minimo beneficio; giaceva in fondo a una cassetta e durante la stagione delle piogge l’umidità della grotta vi faceva crescere sopra la muffa; se la cassetta fosse stata piena di diamanti sarebbe stata la stessa cosa per me; non avrebbero avuto nessun valore, perché non mi sarebbero stati di nessuna utilità.

Daniel Defoe, Robinson Crusoe, Garzanti, Traduzione di Margherita Botto

Jan Švankmajer, TVE2 METRÓPOLIS 1993: “Dimensions of dialogue” 1982: “Factual Conversation” (0036tel05). 3’30”

https://www.youtube.com/watch?v=rCfSpF-QQz0&list=PL1a4bt-z5IaF7PmzDPS6DhPvOPbXJ2vIe&index=39