Paolo Nori , Anna Dostoevskaja (State Bene)

159. Anna
Sto scrivendo una cosa in tre parti la cui prima parte è la sbobinatura del monologo su Delitto e castigo, si intitola Roba mia, ho quasi finito, metto qui sotto un paragrafo.

La donna che, nella vita di Dostoevskij, gli dà una regolata, quella che lo mette in riga, è una ragazza che ha 25 anni meno di lui, si chiama Anna Grigor’evna, e è la sua seconda e ultima moglie.

Dopo il matrimonio, all’inizio del 1867, lei ha vent’anni, lui 45, per liberarsi dai creditori, Dostoevskij decide che il viaggio di nozze lo faranno all’estero.

Siccome lui di soldi non he ha, partono coi soldi di Anna, che vende il pianoforte e i gioielli. Devono stare via 4 mesi, staranno via 4 anni.

La prima città dove vanno è Dresda, dove c’è una pinacoteca con la Madonna Sistina, di Raffaello, che Dostoevskij considera «il massimo capolavoro creato dal genio umano». Negli ultimi mesi della sua vita, ne avrà una riproduzione nel suo studio.

Anna Grigor’evna e Fëdor Michajlovič visitano la Pinacoteca, poi Dostoevskij dice alla moglie una cosa del tipo: «Poco distante da qui c’è una città, Homburg, dove c’è un bellissimo casinò, mi piacerebbe tanto andare due o tre giorni a giocare alla roulette, ma non posso andare e lasciarti qui da sola, non vado».

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