Il video di fine anno. Mario Monicelli, Risate di gioia

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I nostri lettori lo sanno, non postiamo mai un film intero, ma proponiamo frammenti: questo infatti è il gioco: estrapolare una sequenza e lanciarla nel vuoto lasciando (e augurandoci) che produca delle risonanze nello spettatore. Oggi facciamo un’eccezione, perché ciò che conta in questo film è la sua scrittura, modellata sulla marginalità dei personaggi, impegnati a galleggiare (ma senza scampo) sulle acque morte di un San Silvestro disperato. Il film è del 1960. Per alcuni il miracolo alle porte è già iniziato, ma fin dalle prime sequenze comprendiamo che per i drop out di questa storia di miracoli non ce ne saranno. Non siamo nell’inferno iper realistico che Scola allestirà sedici anni più tardi per Brutti, sporchi e cattivi, ma nella commedia all’italiana del miglior Monicelli, con forti venature di un Neorealismo che il regista recupera  sentimentalmente, potremmo dire. Cercate di trovare un’ora e mezza per questo piccolo capolavoro, sottile e malizioso come il suo titolo a inganno.


Per pigrizia, riporto l’argomento da Mymovies.
Gioia, soprannominata Tortorella, sta cercando in tutti modi di trascorrere una notte di Capodanno festeggiando adeguatamente. Si troverà invece a fianco di Umberto Vernazzi detto Infortunio. Costui è costretto a fare spalla a Lello, un borsaiolo che ha deciso di approfittare della confusione dei festeggiamenti collettivi per mettere a segno qualche buon colpo. Gioia, senza esserne cosciente, sarà di intralcio ai suoi piani.

Ma l’argomento conta ben poco di fronte alla regia, alla sceneggiatura di Monicelli e all’interpretazione della coppia Anna Magnani/Totò, che qui sono al culmine del loro magistero.

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