
I teologi erano particolarmente parsimoniosi e ordinati; per non consumare gli stivali, se li toglievano e li appendevano ad un bastone che portavano sulle spalle, soprattutto se c’era fango. Allora, rimboccatisi i calzoni fino al ginocchio, schizzavano baldanzosamente coi piedi nelle pozzanghere. Non appena intravedevano un cascinale, lasciavano subito la strada maestra e, avvicinatisi a una piccola casa costruita più decentemente delle altre, si mettevano in fila davanti alle finestre e iniziavano a cantare a squarciagola. Il padrone della casa, qualche vecchio cosacco contadino, li ascoltava a lungo appoggiato su entrambe le mani, poi singhiozzava a calde lacrime e diceva, rivolto a sua moglie: «Moglie! Quello che canta costui dev’essere molto profondo; portagli del lardo e qualcos’altro che abbiamo in casa!»
🙂
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