
L’iniziazione. La paura. La vergogna. Per Modesta, era successo in classe. Aveva sentito un liquido caldo colare giù per gambe e quando si era alzata le compagne della fila dietro avevano visto una grande macchia rossastra che si allargava sui suoi vestiti, un filo di sangue scendere per la sua gamba, gocciolare sul pavimento. « Signora! » aveva gridato una compagna indicando Modesta. La professoressa aveva visto il sangue per terra. «Presto, aveva detto, immacolata, portala da suor Gerda.» Modesta seguì Immacolata, piangeva tutte le lacrime del suo corpo. « Non piangere, diceva Immacolata, è così per tutte le ragazze. O credevi che a te non succedesse? Adesso sei una vera donna. Avrai dei bambini » Immacolata bussò alla porta di suor Gerda. «Ecco, disse suor Gerda, è Modesta, non l’aspettavo così presto. Allora, sei diventata una donnina. Vedrai quanti dolori per questa faccenda; è Dio che l’ha voluto a causa del peccato di Eva, la porta del diavolo, di nostra madre e di tutte noi. Le donne sono fatte per soffrire. Modesta è un bel nome per una donna per una cristiana, e d’ora in poi ogni mese questo sangue ti farà ricordare che non sei che una donna, e se tu ti credi troppo bella, il sangue continuerà a ricordartelo sempre: sei solamente una donna.»
Scholastique Mukasonga, Notre Dame du Nil, Gallimard
Le scrittrici finalmente ne parlano, impossibile non raccontare quella modificazione fondamentale per il corpo femminile che sono le mestruazioni. E impossibile non raccontare dell’immaginario legato al peccato di Eva, alla Ianua Diaboli, alle stupidaggini e ai tabù che ogni cultura ha costruito e costruisce attorno al fenomeno delle mestruazioni, tanto naturale quanto temuto. Qualcuno dice “Invidia dell’utero”. Se la cosa fosse tranquilla non saremmo qui a scriverne o a parlarne.
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