Il video della domenica. Mario Martone, Qui rido io – segue un’intervista con Toni Servillo (Doppiozero)

“Il film è interpretato da varie generazioni di attori di quella città teatralissima che è Napoli, leoni del teatro di giro e di quello indipendente, giovani forgiatisi nelle serie televisive e promesse di una scena che cerca sempre nuove strade mantenendo un gusto particolare per l’osservazione e il ritratto di umanità: dai “vecchi” di Teatri Uniti, l’impresa geniale di Martone, Servillo, Neiwiller (e Angelo Curti) a Cristina Dell’Anna, la splendida madre dei De Filippo, formatasi tra un Posto al sole e Gomorra; dal bisnipote d’arte Eduardo Scarpetta a maestri della scena come Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Gigio Morra; da Chiara Baffi a Iaia Forte e Roberto De Francesco; da Paolo Pierobon, uno dei pochi attori non napoletani, nella parte di un estenuato, invasato D’Annunzio, e dalle vestali del Vate interpretate da Lucrezia Guidone e Elena Ghiaurov, truccate come personaggi di un quadro espressionista evocanti la Famiglia Addams, a Lino Musella come Benedetto Croce, che difenderà Scarpetta nella causa intentatagli dalla Società degli Autori per plagio della Figlia di Iorio trasformato in Il figlio di Iorio, dimostrando come si tratti di lecita parodia, con un’urticante scena in cui il filosofo, serafico e algido, demolisce davanti a un compreso e abbastanza allibito Scarpetta la commedia difendendone la liceità.”

Qui leggi l’intervista con Toni Servillo: https://www.doppiozero.com/materiali/da-eduardo-eduardo-qui-rido-io

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