La maledizione più lunga della storia letteraria (probabilmente)

San Giovanni Battista, il precursore, san Pietro e san Paolo, sant’Andrea e tutti gli altri Apostoli di Cristo lo maledicano. E possano maledirlo i restanti discepoli e i quattro Evangelisti. Il sacro coro delle Vergini che, per onorare Cristo, disprezzarono le cose di questo mondo, lo condanni. Possano tutti i Santi che dal principio del mondo alla fine di tutti i secoli amarono Dio, insultarlo. Il Cielo e la terra e tutte le cose sante che ivi si trovano lo maledicano. Sia maledetto ovunque sia, in casa o nelle stalle, in giardino o nei campi, lungo una strada e su un sentiero, nei boschi, in acqua o in chiesa.
Che le maledizioni lo raggiungano anche mentre sta mangiando o bevendo, quando è affamato e assetato, mentre è digiuno, dorme o sonnecchia, quando lavora o quando riposa, quando orina o defeca, o quando si sta salassando.
Sia maledetto in tutte le facoltà del suo corpo, di dentro e di fuori, nei suoi capelli e nel suo cervello. Sia maledetto nel suo capo.
Maledetto nelle sue tempie, nella fronte, nelle orecchie, nei sopraccigli, nelle guance. Nelle mascelle, nelle narici, nei denti molari e negli incisivi, nelle labbra e nella gola, nelle spalle, nei polsi e nelle braccia, nelle mani, nelle dita.
Mille anatemi ricadano sulla sua bocca, sul suo petto, sul suo cuore, nei suoi precordi, nello stomaco e nell’intestino, nelle reni e negli inguini, nel femore, nei suoi organi genitali, nelle natiche, nelle ginocchia, nelle gambe, nei piedi e nelle unghie. Possa essere maledetto in tutte le giunture e le articolazioni delle membra; dalla cima della testa alla pianta dei piedi non abbia un’oncia di carne sana.

Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentitluomo, Einaudi

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