Demented Burrocacao, L’improbabile storia degli Squallor, il gruppo più osceno d’Italia (Noisey)

Cosa succede se fai suonare insieme alcuni dei migliori produttori e autori italiani? Decine di dischi pieni di deliri musicali e brillante umorismo da osteria.

Durante i funerali c’erano due bare. E noi stavamo a piangere tutti su una bara. E io mi sono accorto che c’era un altro nome allora ho chiesto al prete: “Chi è il cadavere?” Lui dice: “Antonio…” Non ricordo il cognome. Così ho detto: “Ragazzi, stiamo a piangere uno che non conosciamo, cambiamo bara”. […] Daniele era spiritoso, gli piaceva se ridevamo, non se piangevamo.

Alfredo Cerruti sulla morte di Daniele Pace, dal documentario The Squallor.
“Questo amante così infedele che è il successo”. La citazione è di Mara Maionchi, la quale sicuramente (ahimè) se ne intende. Quanti farebbero carte false per questo amante? Quanti venderebbero l’anima al diavolo pur di abbracciarlo? Diciamolo, quasi tutti, soprattutto nella musica leggera italiana. Ma a volte, invece, il successo è solo un gioco e arrivarci è un vero e proprio scherzo, anzi un atto di nichilismo per cui non ha importanza cosa si fa; solo fare, sbattendosene del risultato, è un modo per indirizzare le energie verso la fortuna indiscussa e la gloria eterna. L’esempio principe di questa teoria è quello degli Squallor, uno dei gruppi più osceni, anarchici e scorretti di tutta la storia della musica italiana.

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