
Heinrich Heine, Gastronomia di un poeta
Devo dire che l’annata è stata ottima per i pazzi: sono cresciuti che è una meraviglia. Per uno scrittore sono soggetti preziosi, che non vanno sprecati. Io infatti uso solo i più redditizi e conservo gli altri per il futuro. Qualche tempo fa, uno dei miei pazzi preferiti ebbe l’ingenuità di chiedermi di che cosa vivevo. Mi trattenni a stento dal rispondergli: «Ma di lei, caro signore… lei per me è un capitale prezioso, una rendita…». In certi momenti mi viene da pensare come spenderò il denaro ricavato da questo o da quello… Per esempio, con una certa signora mi comprerò un cavallo… Quando la incontro il cuore mi balza in petto, per me è come se fossi già in groppa, do un colpo col frustino, faccio schioccar le dita, effettuo con le gambe ogni sorta di evoluzioni equestri, hop! hop! burr! burr! I passanti mi guardano e scuotono la testa: non possono capire che cosa mi attiri tanto in quella signora.
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