Igino Domanin, Pensare dentro l’emergenza (Le parole e le cose)

“Cosa succede, invece, quando arriva un pericolo esterno, un’aggressione della nostra natura umana, che non è in nostro potere e che sconvolge quella idea molto radicata per cui il tratto fondamentale della condizione umana parrebbe determinato da questa onnipotenza del volere, da una supposta artificializzazione assoluta, da una decisione a cui è appesa l’intera possibilità della realtà? In effetti, il disagio che provoca la situazione dell’epidemia di Coronavirus, in me e in molti altri, è la mancanza di risposte. Un’alterità insorta naturalmente, che si rapporta a me e che non dipende da me e che mi condiziona in modo radicale fino a minacciare sordamente la mia stessa esistenza. Un’alterità che non è costrutto, che esorbita dalla mia decisione, che è un Fuori, una Esteriorità senza ancora un linguaggio in grado di descriverla, ma posso solo nominarla: Covid 19.”

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