
Fino a quel punto, lo spettacolo era filato via abbastanza bene perché Pinocchio lo conoscono più o meno tutti, anche il pubblico della domenica pomeriggio che è popolare e proprio per questo bisogna prenderlo con le molle perché le anime semplici anelano al realismo e a nient’altro. Vagli a spiegare che con i finanziamento ministeriali di oggi non ti puoi permettere una ventina di personaggi come nel teatro degli anni Trenta, quando gli attori si scritturavano per un pezzo di pane, e soprattutto non c’erano l’INPS, l’agibilità e così via. Per Geppetto e Mangiafuoco aveva risolto tagliando la barba di un vecchio mago e applicandola a un diavolone che faceva la sua figura; per la Bambina dai capelli turchini era stata riciclata una Cenerentola che aveva già interpretato tante altre squinzie, ma il Gatto e la Volpe non c’erano proprio: l’unica soluzione era stata quella di accorpare i due personaggi in una stupida alce avanzata dal Natale: l’aveva fatta parlare con due voci, una da imbonitore e una melliflua, ma l’espediente drammaturgico non aveva funzionato e il pubblico era corso via inorridito.
Contemplando la platea vuota si chiese perché si ostinava a fare teatro e non si dedicava invece ai video che non creano problemi: basta schiacciare un pulsante e via.
Il corvo
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/02/16/galleria-il-corvo/
Certe sere
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/02/23/galleria-certe-sere/
Domeniche al mare
https://radiospazioteatro.wordpress.com/2018/03/02/galleria-domeniche-al-mare/
Il bacio rubato
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Un ménage
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