La voce dello sguardo.

allatta

Secondo quanto riporta la Repubblica in data 3 giugno 2014, vanno all’asta le foto di Yosuke Yamahata, il reporter militare che per primo giunse sul luogo del bombardamento di Nagaski. Queste fotografie sono consegnate alla storia ma anche alla letteratura grazie a Philippe Forest che nel suo romanzo Sarinagara le trasforma in alta narrazione.
Su alcuni frammenti di Sarinagara Radiospazio ha lavorato in un paio di occasioni sperimentando lo spessore della parola forestiana anche sul palcoscenico.

https://radiospazioteatro.wordpress.com/2014/01/25/philippe-forest-43-secondi-sarinagara/

Una madre allatta il suo bambino: una donna molto giovane nello splendore della recente maternità, il torace che spicca bianco tra i lembi scostati dell’abito, un seno scoperto cui è attaccata la bocca del bambino. Entrambi sembrano essere stati colpiti molto leggermente: sulla guancia sinistra della donna, sul suo splendido volto, si apre semplicemente il fiore rosso di una ferita e se il bambino pare essere ferito più seriamente al cranio, sulla pelle ha però solo tracce di bruciature superficiali; succhia, con così tanta energia concentrata che lo si direbbe ostinatamente attaccato alla vita, preservato insieme a sua madre nel cuore stesso della catastrofe, vivo nell’occhio sinistro del ciclone, risparmiato, intento a riprendere le forze necessarie per una seconda esistenza che ricomincia tra le rovine.
Yamahata conosce il suo mestiere. Sa che non deve lasciarsi scappare l’occasione di quella fotografia. L’immagine è già pronta. Deve solo riprenderla. Dice tutto. è l’unica immagine accettabile del disastro. In effetti, rimarrà la più famosa. L’aria malinconica, quasi smarrita della giovane donna, lo sguardo nel vuoto, esprime un dolore senza limiti, immenso al punto da contenere in sé una miseria grande come l’universo. Ma il suo gesto immemorabile di dare il seno, l’abbandono fiducioso del bambino tra le sue braccia, l’incomprensibile impressione di forza che scaturisce dai due corpi teneramente stretti uno all’altro, la loro integra e singolare bellezza, dicono più forte ancora il desiderio testardo di sopravvivere.

(Philippe Forest, Sarinagara, Alet Edizioni, traduzione di Gabriella Bosco)

http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/03/foto/nagasaki_the_day_after_le_foto_inedite_del_giorno_dopo_l_atomica-87904389/1/?ref=fbpr#1