A passeggio con le SS, una domenica…

 

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Cosa c’è di più noioso di una fiera del tartufo? Il tartufo è come quelle prime donne che, viste senza costumi di scena, nel loro camerino dopo lo spettacolo, ti ammorbano con i loro problemi di marito divorziato e di figli che non sanno dove mettere durante la tournée, di diaria e di riposi, di impresari e di rate del mutuo: il fascino carismatico che aveva sedotto la platea (e anche te) fino a qualche minuto prima evapora. Ti passa, come  si suol dire, la poesia.
Il 17 novembre, a Murisengo (Alessandria), è andata in scena una primadonna della gastronomia, il tartufo: non cucinato ma esposto nudo e crudo, con le sue forme tuberose che sono tutte uguali. Si annunciava la solita fiera sotto il solito il cielo grigio. Ad animare il monotono pomeriggio domenicale ci hanno pensato i soci dell’associazione “77° Lupi solitari”, un gruppo di appassionati di modellismo (?) che ama organizzare rievocazioni storiche. Si sarebbero potuti scegliere innumerevoli soggetti, dall’incoronazione di Carlo V, alla battaglia di Azincourt, alla (sconfinando nella mitologia) Cavalcata delle Walkirie. I Lupi solitari (dopo averci pensato ben bene, presumo) hanno optato per qualcosa di più frizzante e attuale. “Nelle brigate romane sono entrati in azione i fascisti”, devono essersi detti, “Qui a Murisengo dobbiamo rilanciare: metteremo in scena i nazisti”. E così è stato: la monotonia tartufesca è stata spezzata da sinistre pattuglie di SS che presidiavano il centro, ricreando una lugubre atmosfera di orrore e di morte. “Era una finzione”, hanno precisato i Lupi: saranno “modellisti”, ma il modello che hanno fatto rivivere era osceno. Alle proteste degli abitanti hanno ribattuto: “Beh, se non vi piace non avete che da voltarvi dall’altra parte”. Invece bisogna guardare, tenendo gli occhi bene aperti. E fare in modo che lo spettacolo rimanga una replica unica, senza tournée.