Cavallerizza, i miasmi del dopo incendio

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http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/nessun-carrozzone-alla-cavallerizza-17861.html

rinviamo alla lettura dell’articolo che ha sollecitato queste brevi considerazioni

Qualche volta il fuoco non purifica ma al contrario lascia dietro di sé residui paludosi, e il fatto che siano di natura linguistica non è meno inquietante, anzi.
Il consigliere Silvio Viale ritiene che la Cavallerizza debba essere venduta a dei privati, naturalmente “nel rispetto delle prescrizioni della sovrintendenza” (sono precisazioni a dir poco pleonastiche in bocca a un consigliere) e che la comunità non debba accollarsi alcuna spesa per fare della Cavallerizza un luogo dove si producono beni immateriali.
Inoltre, detesta la movida alternativa – una distinzione non troppo comprensibile: chi, come me, detesta le movide è irritato sia da quelle ufficiali che da quelle alternative, così come i nemici delle corride combattono indiscriminatamente quelle clandestine e quelle negli stadi.
A ciascuno le sue idee. La visione di una Cavallerizza trasformata in un centro commerciale, magari nobilitato, diciamo così, da Armani, Fendi, ecc. sarà forse ampiamente condivisa; speriamo invece che il linguaggio con cui il consigliere si esprime non si diffonda ma che resti un suo personalissimo stile. L’espressione “sedicenti artisti” con la quale vengono bollati i musicisti e gli attori che hanno animato la Cavallerizza negli ultimi mesi ricorda il “culturame” col quale Mario Scelba, nel 1949, marchiò gli intellettuali italiani di sinistra. Fra i giovani che si sono esibiti alla Cavallerizza ci saranno stati i bravi, i bravini e certamente anche i mediocri, i quali però non giustificano il disprezzo di quel “sedicenti”: questi giovani “si dicono” artisti per la buona ragione che provano ad esserlo, a loro rischio e pericolo. Sono scommesse di vita che meritano rispetto, soprattutto in quanto, almeno per molti, impossibili.

Gli incendiari non amano il teatro

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A fuoco nella notte la Cavallerizza Reale. L’incendio è doloso, ma il movente è un mistero

Intorno all’1.30 il rogo ha prodotto danni pesanti. Trovata carta imbevuta di liquido infiammabile. Distrutta un’ala del complesso barocco sotto tutela dell’Unesco dove sorgeva lo storico Circolo dei Beni Demaniali.

Per secoli, il fuoco ha convissuto con la vita quotidiana del teatro come strumento indispensabile per illuminare la scena e al tempo stesso come nemico costantemente in agguato. Gli incendi che hanno distrutto i teatri nel XVIII e nel XIX secolo sono innumerevoli ma quei calamitosi eventi facevano, per così dire, parte del gioco pericoloso e inevitabile che metteva in stretto contatto il legno e la fiamma. Ieri il fuoco non si è sviluppato per caso né per incuria ma è stato innescato da una mano criminosa. Viene da mettere in relazione l’incendio del Circolo Beni Demaniali con l’attività appassionata dell’Assemblea Cavallerizza che in questi mesi ha coinvolto la cittadinanza in un progetto di attività per i più piccoli, jam session, spettacoli. Spirava, insomma, in questo angolo splendido e trascurato di Torino, un vento nuovo che ieri si è scontrato con un altro vento, di segno opposto, mefitico e misterioso. E’ molto importante capirne al più presto la provenienza.

http://www.lastampa.it/2014/08/30/cronaca/a-fuoco-nella-notte-la-cavallerizza-reale-LQlXkHD0pJc6m7BcNBcA5K/pagina.html