Il video della domenica. PASOLINI, IL CORPO E LA VOCE

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http://www.teche.rai.it/2016/11/pasolini-il-corpo-e-la-voce/

Un brevissimo trailer, frammentario e un po’ aforistico.

Chi desidera vedere l’intero documentario, ricco e ben antologizzato, può cliccare questo link: http://www.raiplay.it/programmi/pasoliniilcorpoelavoce/

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Il video della domenica. SARA PRECIADO, LA LA LAND, MOVIES REFERENCES

Molto più interessante dei soliti backstage, il lavoro di Sara Preciado rilegge in trasparenza La La Land scovando analogie, citazioni e riferimenti ai classici del musical.

Il video della domenica. FABRIZIO DE ANDRÉ, RACCONTI ITALIANI IN VERSI E IN MUSICA

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http://www.teche.rai.it/2017/01/fabrizio-de-andre-racconti-italiani-in-versi-e-musica/

 

Il video della domenica. Marcelo Poledri, CAVEMEN. 7′

Arte, comunicazione, progresso, tecnologia, evoluzione e alre cosette in una provocante contaminazione passato/presente.

Il video della domenica. MONTY PYTHON, GENTE CHE PRECIPITA DA ALTI EDIFICI. 1’40”

Negli anni Settanta e Ottanta ho avuto occasione di ascoltare, oltre ai Monty Python, anche dei loro volonterosi epigoni radiofonici che, davvero, ce la mettevano tutta . Purtroppo partivano (gli epigoni) da un presupposto sbagliato, che l’assurdo fosse fatto di una materia informe e tutto sommato di facile impiego, da potersi modellare e stiracchiare a piacimento – per dirla più esplicitamente: che fosse qualcosa di molto simile alle minchiate dei DJ. Ovviamente non era così, e questo piccolo sketch dimostra come l’assurdo si coniughi perfettamente con la più rigorosa geometria.

Il video della domenica. TOTO’ E L’ONOREVOLE. (Scena del vagone letto) 3’12”

Il dileggio – ma forse si dovrebbe parlare di metodica e progressiva demolizione – cui Totò sottopone l’onorevole Trombetta Trombetta ci riporta a un’epoca mai abbastanza rimpianta, quella in cui i comici facevano il loro mestiere sul campo (il set, il palcoscenico e perfino nei villaggi turistici).

 

Il video della domenica. ELENA ZOBAK, THE RIGHT WAY. 1’50”

In meno di due minuti, un piccolo apologo sull’ipocrisia genitoriale (o, se si preferisce, sul pedagogicamente corretto)

Il video della domenica. GIANFRANCO BARUCHELLO, NOTIZIE IN DUE MINUTI

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https://www.alfabeta2.it/2016/09/24/gianfranco-baruchello-notizie-due-minuti/

Artista di lunghissimo corso e impegnato sui fronti delle sperimentazioni più svariate, Gianfranco Baruchello fu allievo di Marcel Duchamp, che conobbe nel 1962. Questa sua breve opera del 2008 assume i ritmi e i modi del videoclip per operare un dissolvimento ansiogeno della notizia della quale raccoglie, nell’ultima inquadratura, le ceneri raccogliendole nell’urna funeraria del Corriere della sera.

 

Il video della domenica. ACHILLE CAMPANILE, ACQUA NATURALE. 8′

L’aver assistito a qualche centinaio di tramonti non preclude né sminuisce, per gli amanti del genere, il piacere del tramonto in atto, anzi lo aumenta perché quel nuovo e antico spettacolo va a collocarsi in un cunicolo della memoria dove trova altri esemplari solo apparentemente uguali ad esso. Così, questo piccolo atto unico di Campanile mette in mostra, ad ogni edizione l’ingranaggio che governa la macchina di una comicità perfetta. Bisogna tuttavia stare attenti, perché questo, come tutti i congegni perfetti, è delicato e richiede una mano sicura e leggera – quella che nel nostro caso mettono in mostra i tre ottimi interpreti: Eros Pagni, Camillo Milli e Magda Mercatali, diretti da Marco Parodi.

Il video della domenica. Intimità del genio: GLENN GOULD E BACH. 3′

Da ascoltare (e anche molto da guardare, nonostante due stacchi fastidiosi: uno sulla facciata della casa in legno (e passi), l’altro su tre insulsi gabbiani.

Il video della domenica.MICHEL HANEKE, LA PIANISTA

Quando vidi per la prima volta il film di Michael Haneke ricordo che ne rimasi particolarmente sconcertata. La violenza di alcune scene mi toccò a tal punto da catalogare la pellicola come l’ennesimo tentativo del nuovo cinema francese di pungere lo sprovveduto spettatore usando il trucco del voyeurismo sulla misera vita del soggetto al di sopra di ogni sospetto.
Fu un caso il fatto che mi capitò di vederlo una seconda volta. Un caso dal quale trassi la voglia di capire che cosa si cela dietro ad una storia dai sapori morbosi che non si può accontentare di un riduzionismo troppo abusato come rischiava di essere il mio.
Così cominciai ad agitare lo sguardo: l’inquadratura di una porta che si apre, una donna che entra, Erika. Ciò che segue è una lite tra madre e figlia che sfocia in un gesto di violenza da parte di quest’ultima. Dovrebbero tagliarti le mani! Picchiare tua madre in quel modo!
Buio.
Dopo, soltanto il precipitarsi degli eventi: la vita segreta dell’insegnante di pianoforte Erika Kohut, delle sue singolari sieste notturne nei sexy shop, sulle piane scure dei drive in, nel bagno, dove con un rasoio, si pratica mutilazioni genitali.
Buio.
E ancora: i suoi allievi bistrattati e Walter Klemmer che l’ama…l’ama? Buio. La richiesta di dolore e sofferenza fatta da una donna al suo giovane amante che dall’innocenza dell’infatuazione adolescenziale per la sua insegnante, passa ad essere il carnefice e lo spettatore di una vita distrutta poiché è in lui che si nasconde il fascino del morboso e dell’osceno, in lui il cittadino al di sopra di ogni sospetto, in Erika la vittima di un insolita tragedia consumata all’ombra di una strana forma di amore. Buio.
Fermai la pellicola e riavvolsi il nastro per la terza volta.

Luana Doni

 

 

Il video della domenica. PURISSIMA VIRGINIA

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http://www.ilgiornale.it/video/politica/presidente-brocche-dacqua-e-bindi-ride-faccia-raggi-1323698.html

Il tabacco Virginia è delizioso, tuttavia solo pochi buongustai lo apprezzano fumato puro: è dolce, aromatico, leggero ma risulta un po’ urticante alla lingua e alla gola; per questa ragione viene tagliato con il burley, il latakia e altri tabacchi orientali. Che è un gesto grossolano e insensato come allungare il whisky con ghiaccio e soda. E poi, alcol e tabacco sono già così dannosi per loro conto che una piccola irritazione momentanea è davvero il male minore. Anzi, a pensarci bene, quel leggero fastidio può diventare una specie di compagno segreto che frequentiamo col gusto assurdo racchiuso nelle amicizie dissennate.
Come il tabacco omonimo, anche la sindaca di Roma è per intenditori, quindi nessuna meraviglia che la stampa e i media le diano addosso, prima di lei capitò a John Cage e a Marinetti, a Burri e a Pasolini (da vivo).
Quello che gli aguzzini mediatici di Virginia non hanno capito è una verità così trasparente che corre il rischio di non essere veduta, come certe vetrate troppo terse contro le quali si va a sbattere: la sindaca è, molto semplicemente, una pura di cuore, integrale e doc, come ce ne sono poche, anzi forse nessuna nel girone immondo dei politici che i Cinque stelle fustigano – ed è una sorprendente contraddizione che un movimento, dopo aver predicato (e attuato) una selezione democratica dal basso, sia adesso imbarazzato (infastidito?) dal miracolo del giglio spuntato sul letamaio.
L’ultimo, minuscolo atto unico che Virginia ci ha regalato rappresenta forse il sigillo della sua purezza. Il delicato evento (un fuori onda) si è verificato durante l’ultima commissione antimafia.

Virginia – Ma quand’è che passiamo dalle bottigliette alle brocche d’acqua?
Bindi – (bofonchia, imbarazzata) Abbiamo già tanti problemi organizzativi…”
Virginia – Lo sai che quello è tutto rifiuto? Non va bene, eh…
Bindi – (tamburella con la mano sul tavolo)
Virginia – Io ormai lo dico in ogni commissione nella speranza che qualcosa cambi…

Bindi – (sospira lungamente, sorridendo)
Virginia – Questi rifiuti, poi, li dobbiamo smaltire noi… Ci aiuti! (piccola pausa che precede il più candido dei luoghi comuni, diffuso in tutte le città italiane) Noi, a Roma, abbiamo l’acqua più buona del mondo”.
Bindi – (sospirando ancora) Mah, insomma non so se le tubature sono altrettanto all’altezza dappertutto…

Qualche insensibile ha riso. Anzi, più di uno, a dir la verità. Io invece ho pensato subito al passo del Vangelo di Matteo: “Dal cuore provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo” (Mt, 15, 19).
Dunque la purezza di cuore preserva da tanti orribili peccati; dei suoi benefici influssi sulla pubblica amministrazione, l’Evangelista purtroppo non ha scritto. È un aggiornamento che tocca a noi.

Il video della domenica.La tristezza planetaria della ricchezza. GIANLUCA VACCHI

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http://www.huffingtonpost.it/2016/10/13/gianluca-vacchi-video-tacchi-spillo_n_12471476.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001

“A volte si considera una persona ‘seria’ solo perché indossa una cravatta e si finisce per giudicarla solo superficialmente”. Sono le parole di Gianluca Vacchi, in giacca e cravatta, seduto a una scrivania. Poi si alza, e il resto lo scopriamo in questo video (fortunatamente di un minuto, non di più). Che un signore esegua un balletto nel mezzo di un salotto (di dubbio gusto, diciamolo) esibendosi in doppiopetto, cravatta, mutande e tacchi a spillo non è né originale né sorprendente (le trasgressioni non si sa più dove stiano di casa e le perversioni hanno un sapore molto più forte). L’unico motivo d’interesse per le esibizioni del dottor Vacchi, laureato in economia e commercio, sta nel fatto che ciascuna di esse attira l’interesse di svariati milioni di frequentatori di Instagram, dai tre ai cinque. Uno spirito candido potrebbe chiedersi perché, ma la stessa logica dei social ci ha insegnato che la risposta è contenuta nel corto circuito della domanda stessa: milioni di persone guardano Vacchi perché il dottore è seguito da milioni di persone. Poi ci sono anche le ragazze, le barche, ecc., ma sono elementi di contorno: l’arrosto, il piatto forte è lui. Che naturalmente è ricco. Di famiglia. Non è però un perdigiorno, come si potrebbe pensare. No, il dottor Vacchi è un imprenditore. Creativo. Infatti ha dato vita alla GV Lifestyle. Non so perché, ma il termine “Lifestyle” ha su di me un potere urticante, forse perché riecheggia frasi moralistiche e intimidatorie (Il medico: “Lei deve cambiare il suo stile di vita”), e al tempo stesso profuma di riviste da anticamera del dentista. Comunque ho fatto un giro nello shop della GV, e ho trovato un solo articolo, proposto nella versione  uomo e donna: una t shirt con la scritta “Resilienza”. E questa è stata una sorpresa. Il termine si riferisce alla proprietà che hanno alcuni metalli di riacquistare la forma originaria anche dopo essere stati sottoposti a una deformazione; per analogia, in ambito psicologico indica la capacità che ha una persona di reagire alle avversità. Viene da pensare che un uomo dall’ego così pronunciato abbia voluto imprimere sulla t shirt una personalissima impronta ma riesce difficile immaginare quali traumi abbia potuto subire un personaggio che nuota nel grottesco con tanta felice inconsapevolezza. Forse Vacchi allude con uno sberleffo cinico alla resilienza dei suoi svariati milioni di follower.

 

Il video della domenica. JOSIAH HAWORTH, JOON SHIK SONG & JOON SOO SONG. “BRAIN DIVIDED”. 5′

Il plot si inserisce su una tradizione vetusta, quella delle contraddizioni psichiche (con forti componenti ormonali). Ma il gioco sulle disavventure di un giovanotto tanto timido quanto allupato è divertente.

Il video della domenica. BHAUTIK JOSHI. 2001: A PICASSO ODISSEY. 1’50”

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https://vimeo.com/169187915

Una brevissima riscrittura di “2001, Odissea nello spazio” in stile picassiano.