Domenica 22 marzo, Ionesco inedito. Teatro San Massimo, Via Provana 6, Torino. Ore 20.45. Ingresso libero

Perché scrivo? Me lo sto ancora chiedendo. Scrivo da molto tempo. A tredici anni scrivevo un lavoro teatrale, a undici o dodici anni alcune poesie, e sempre a undici anni ho voluto scrivere le mie memorie: due pagine di quaderno. Eppure, cose da dire, ce ne sarebbero state. So che all’epoca serbavo ricordi della primissima infanzia, di quando avevo due o tre anni, di cui adesso ho solo il ricordo di un ricordo di un ricordo. C’era già stato il risveglio dell’amore verso i sette, otto anni, quando ero molto attratto da una bambina della mia età. Poi, a nove anni da un’altra, Agnès. Abitava a otto chilometri dal mulino di La Chapelle-Anthenaise, dove ho trascorso l’infanzia, una fattoria a Saint-Jean-sur-Mayenne. Facevo ogni sorta di smorfie per farla ridere, e infatti lei rideva, chiudendo gli occhi; quando rideva aveva le fossette; e aveva i capelli biondi. Che cos’è diventata? Se è ancora viva, è una fattoressa grassa, forse è nonna.

Eugène Ionesco

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