
Trascorsa la serata a leggere “Il Turista essenziale”. Curiosa e gradevole lettura. E un’operetta che sarà molto utile a quanti viaggiano per diporto, anche nel nostro paese. La parte più interessante mi sembra il manuale di conversazione, ricco di “frasi utili” che invano cercheremo nelle consimili pubblicazioni italiane e straniere. L’Autore è certo persona che ha molto viaggiato. Nella prefazione egli spiega che la malinconia che invade il Turista – e che tutti conosciamo un po’ – viene principalmente dal fatto che non conoscendo egli certe “frasi utili”, finisce per sentirsi estraneo alla vera vita del paese che sta visitando.
Copio nel mio diario le frasi che mi sembrano più utili.
In treno: «Signore, vuol togliere i suoi piedi, le sue mani, la sua testa, la sua valigia dalle mie gambe, dal mio costato, dal mio ventre, dal mio esofago?» «Signor capotreno, questo passeggero si è tolto le scarpe, gli stivali, i calzerotti, i calzini e mi mostra i piedi, gli alluci, i talloni, le piante.» « Signora, il suo bambino, il suo neonato, il suo fantolino mi ha bagnato la borsa nuova, il cappello nuovo, i guanti nuovi. »
In albergo: «Questa camera, questa stanza è piccola, stretta, buia, costosa, e dà, guarda, affaccia su un cortile, un vicolo, un chiassuolo, e ha il bagno guasto, rotto, in riparazione, inservibile. » Al museo: « Non desidero una guida, un accompagnatore, una monografia, né riproduzioni, cartoline, copie di quadri celebri. Voglio soltanto vedere, visitare, ammirare il museo, la galleria, la pinacoteca, la gipsoteca.» A spasso: «Mi dispiace, signor mendicante, non ho denaro spicciolo, moneta spicciola, soldi spicci, pezzi da cinque, da dieci, da cinquanta, da cento; ma soltanto banconote, carta moneta; biglietti di Stato da cinquecento, da mille, da cinquemila, da diecimila.»
Al ristorante. «Cameriere, c’è uno sbaglio, un errore, una differenza a mio svantaggio di cento, duecento, trecento mille lire.» «Cameriere, vuol dire, raccomandare, imporre al suonatore di violino, di chitarra, di mandolino, di fisarmonica, di mettermi l’archetto, il braccio, il gomito, le mani, lo strumento nel piatto?». «Cameriere, nella minestra, nell’arrosto, nel contorno un capello, una ciocca di capelli, una parrucca, bionda, bruna, castana, rossa. «No, cameriere, questo non è il mio cappotto nuovo, il mio soprabito nuovo, il mio impermeabile nuovo, ma il cappotto vecchio, il soprabito vecchio, l’impermeabile vecchio un altro ospite, consumatore, cliente».
A teatro « Signore, ciò che lei sta dicendo, raccontando, fischiettando, canticchiando, mi impedisce di godere, di ascoltare, di sentire la musica, la commedia, la farsa, il balletto, rivista, il duetto, la romanza. «Signora, è la seconda volta, la terza, la quarta che lei brucia, mi accende, mi infuoca il cappotto, la giubba, sottoveste, i pantaloni, con la sua sigaretta, la sua pipa, suo sigaro. »
Al telefono « Sono uno, due, tre giorni che aspetto comunicazione semplice, la chiamata semplice, la prenotazione semplice. Vuol cortesemente, gentilmente, amabilmente chiederla di nuovo, sollecitarla, implorarla? »
All’ufficio postale: «No, signor ufficiale postale, non voglio collezionare, acquistare, comprare biglietti di lotteria, calendari, francobolli di beneficenza ma solo inviare, spedir mandare un telegramma, una raccomandata, una assicurata.
Al commissariato « Mi hanno preso, tolto, portato via l’automobile, la motocicletta, il motoscooter, la bicicletta, le valigie lo zaino, il sacco, la macchina fotografica, il binocolo, la borsa, i vestiti, il contante».
«Io non sapevo, ignoravo, non ero al corrente che questa moneta fosse falsa, artefatta, falsificata, fuori corso».
«Questo conducente, autista, vetturale, vuole, desidera, pretende mille, duemila, tremila lire in più del pattuito, contrattato, stipulato.» No, signor commissario, c’è un equivoco, un qui-pro-quo, un malinteso. Io non sono il ladro, il falsario, il truffatore, il conducente, ma il derubato, il truffato, il passeggero, in una parola: il turista. »
Ennio Flaiano, Frasario essenziale per passare inosservati in società, Bompiani