
«Sono tutti incazzati». Mike ha 65 anni e il dono della sintesi. Arrivi in città e ti accorgi subito che non c’è da discutere. Non ci sono favorevoli e contrari, a Minneapolis. Sono tutti d’accordo, l’intervento delle squadre dell’Ice – Immigration and custom enforcement – gli assassini di Renee Nicole Good, è un’occupazione violenta e ostile della città.
Non è di notte, ma di giorno che ti accorgi che le strade sono sotto assedio, quando dovresti riconoscerle nei gesti quotidiani. Invece non c’è quasi nessuno in giro, i locali sono vuoti, le poche persone fuori di casa sono per lo più bianche, impegnate in funzioni che nulla hanno a che fare con la normalità urbana: sorveglianza, monitoraggio, protezione informale della comunità immigrata. Se la città si muove, lo fa per difendersi.
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