
Tutti sappiamo che non c’è niente di più triste di una domenica pomeriggio. Le giovani coppie con la mamma incinta che spingeva la carrozzina di un bebè, mentre il giovane papà la seguiva con un bimbetto per mano mi facevano venir voglia di ucciderle oppure di uccidermi. Ma dopo una terza o quarta birra media, tutto diventava divertente e anche piacevole. Quando cadeva la notte, le famiglie a passeggio erano sostituite da passanti o da ombre meno tristi. Dopo altre due mezze medie, subentrava un certo benessere. Non sentivo più il mio corpo. Sorridevo beato, rientravo nel mio alberghetto.
Eugène Ionesco, Le solitaire, Mercure de France