Le figurine di Radiospazio. Lo psicanalista

Lo psicanalista è perennemente in contatto con l’idea di infinità dei mondi o canaletti.
È pervaso da queste frasi che gli vengono in studio e che gli vengono in mente. A turno. Sono le prove viventi. Ramena i loro grumi. Questi essi a cui apre la porta gli fanno compagnia, gli scandiscono mattine e lunghi pomeriggi fino a sera. Sta lì. Li ascolta. Li allaccia e li scompone. Fa da evidenziatore. Li ascolta e li interrompe, sbozza. Li continua, rinforza. Sta lì, freddoloso. Li ascolta. Lo commuovono quel po’. Starnutisce. Sta lì catatonico. Impallidisce. Non gli fanno né caldo né freddo. Si stufa. Sta lì. Si soffia il naso. Lo attraggono. Gli salterebbe addosso. Sta lì. Si trattiene. Lo pungolano. Sta lì lo stesso. Li sopporta. Si sente utile. Lo mantengono. Si sente lo specialista. Sta lì, anche sciatto. Gli viene caldo. Fa la ruota del pavone, fa il gigione. Fa il verso del pappagallo. Asciuga le lacrime di coccodrillo. Suda, Li vuole aiutare. Fa le fusa. Ci vuole guadagnare. Sta lì. Acqua in bocca. Li ascolta. Sta lì, sobbolle. Si impenetra, si svincola, e si accorge. E allora scandisce. E poi scosta. Annuisce, e poi intasca.

Alessandra Saugo, Metapsicologia rosa, Feltrinelli

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