
Mi sento nuovo come un cielo, la mia massa crepuscolare aumenta di sera in sera. Saranno state le pillole per gli occhi, le gocce per la pioggia, sarà stata la lupa mannaia che ha tagliato la luna. A forza di cercare le cose alla fine saltano sempre dentro. E non per nascondersi ma per farci scoprire la pancia nel senso più ulteriore. Non so mai se siamo veloci o lenti, lindi o ricchi, sporchi «opulenti». Non so mai se sono devoto e devo o se sono terreno e devo coltivarmi. Forse, ho deciso, non farò più amicizia con nuovi amici ma solo con vecchi nemici, perché l’odio di scemi vari non mi impedirà di continuare ad amare. Voglio mettermi nei panni sporchi di chi non ha famiglia e cominciare a lavarli nella nostra. Voglio diventare un rassicurapasseri e lasciare un po’ di grano anche a loro e a tutti campo libero per volare via dalle terre seminate a guerre. Argomento sul quale molti scrittori ci hanno lasciato le penne, ma volano ancora se le usiamo noi. Sperando di poter dire presto «La rissa è finita andate in pace».
Alessandro Bergonzoni, Aprimi cielo, Garzanti