Storia di Jane Bowles, la sfrenata moglie di Paul: una Audrey Hepburn cresciuta in Amazzonia (Pangea)

Si odiarono a tal punto da sposarsi – erano tanto dissimili che l’unione, in forma di anello, parve a entrambi inevitabile. Jane di cognome faceva Auer, era nata a New York da famiglia ebraica – doppio ceppo: ungherese per parte di madre, tedesca di padre – alquanto abbiente, aveva fobie esorbitanti – odiava i cani e gli squali, non sopportava ascensori, ascensioni montane, giungle, era certa che sarebbe morta in un incendio. Una caduta da cavallo, quasi bambina, le spezzò la gamba, donando sinuosità sinistra alla camminata: tutti ricordano il suo viso da bestia esotica, plateale fu la voracità. Paul Bowles, che all’epoca si dava, con generico successo, alla musica – allievo di Aaron Colpand, collaboratore di Orson Welles e Tennessee Williams – capitò nella vita di Jane nel 1937. Lei aveva vent’anni, era vergine, e quando lui le capitò addosso, Jane gli ringhiò di contrasto, se mi vuoi sposami.

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