
Bel: – Il tuo nuovo orizzonte è la morte.
Andy: – Questo può essere. Questo può essere. Ma il grosso problema è: attraverserò l’orizzonte mentre muoio o dopo morto? Magari non lo attraverserò affatto. Magari rimarrò incastrato a metà orizzonte. E se così fosse riuscirò a vedere oltre, riuscirò a vedere l’altra faccia? O l’orizzonte è davvero infinito? E come sarà il clima? Incerto, con qualche rovescio, o soleggiato con bachi di nebbia? O ci sarà un chiaro di luna perenne e senza nuvole? O sarà buio pesto per sempre? Puoi anche rispondermi che non hai il benché minimo cazzo di idea, e avresti ragione. Ma io personalmente non posso credere che possa essere buio pesto per sempre, che senso avrebbe anche solo cominciare a porsi questo insopportabile indovinello? Ci deve essere una scappatoia. Ma è che non riesco a trovarla. Se solo riuscissi a trovarla potrei infilarmici dentro e incontrare e stesso mentre ne esco fuori. È come urlare di paura alla vista di un estraneo e poi rendersi conto che ci si stava guardando allo specchio.
Harold Pinter, Chiaro di luna, Einaudi