
La vita è un viaggio. A volte lungo, a volte storto, a volte strano, a volte bello, a volte solitario, a volte brutto, a volte triste, a volte indimenticabile, ma senza il treno tutto ciò sarebbe stato più lento e meno affascinante. A Ivrea il treno c’è, ma funziona a singhiozzo e con tutti i rischi del caso perché viaggia su un binario solo. Ogni tanto qualcuno ne promette il raddoppio, poi non se ne fa niente. A Nablus per un certo aspetto siamo più fortunati, abbiamo il doppio binario e il rischio di incidenti è praticamente zero. La Stazione Centrale si trova nella periferia nord della città e fa parte della mitica linea ferroviaria dell’Hijaz costruita dai turchi ottomani con tecnologia e finanziamenti tedeschi tra la fine dell’800 e l’inizio del’900; da Ankara attraversa Damasco, la Giordania, la Palestina e il nord dell’Arabia Saudita. La vita è come un treno, a volte lenta, a volte romantica, ma a Nablus non lo sapranno mai. L’ultimo treno è passato nel 1948 e poi più niente. Ci sono ancora le tracce del doppio binario e la sagoma della Stazione, non si sa mai.
Muin Masri, Vendesi Croce, Edizioni Nautilus