Le figurine di Radiospazio. Il chip

L’elettronica ha dei vantaggi indubbi, non ne discuto. Ma è sempre più difficile la possibilità di ritirarsi del mondo per fare l’eremita, anzi nel mondo d’oggi è una possibilità non contemplata. Ognuno nasce cittadino e ha un numero; non ce l’ha ancora tatuato o sottopelle in un microchip come ce l’hanno i cani, che in ciò sono più avanzati e hanno accettato con lungimiranza il metodo; ma del resto mi dico che ce l’avremo anche noi dalla nascita e significherà l’appartenenza di ciascuno volente o nolente, allo Stato, sarà come un battesimo obbligatorio, sarà come avere la targa, e con questo numero uno sarà automaticamente in rete, comunque e sempre, la rete provvederà e sorveglierà, come avere un antifurto satellitare.
Non ci saranno evasori, e i delinquenti saranno subito presi, forse non ci sarà moneta, e io mi chiedo come faranno i poveri a chiedere la carità. Be’, non   ci saranno poveri, dicono, ossia i poveri riceveranno l’uno per mille, automaticamente da chi voglia fare la carità, purché un povero si registri come povero in attività, e a questo provvede il sistema, anche alla distribuzione dell’uno per mille, in modo tale che non ci siano poveri avvantaggiati, ad esempio i poveri simpatici a cui oggi si dà volentieri, mentre altri poveri, i poveri antipatici, quelli sgarbati, quelli permanentemente con la luna storta, o i poveri troppo sani e aitanti d’aspetto,  oggi questi sono i poveri più svantaggiati, ma un domani con il loro numero sottopelle e il collegamento del numero a internet, potranno essere trattati egualitaristicamente, e questo è un vantaggio di internet.

Ermanno Cavazzoni, Il pensatore solitario, Guanda

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