
Ernst Toller, drammaturgo, poeta e attivista politico. Impegnatosi politicamente, appoggiò nel 1918 il crollo della monarchia in Baviera. Nel 1919 fu incarcerato a Eichstädt.
Nel carcere di Eichstädt, al piano superiore al nostro, c’erano i dormitori delle donne prigioniere. Gli uomini ne erano eccitati, di notte picchiavano sul soffitto; le ragazze rispondevano e scambiavano con loro corrispondenze amorose attraverso le condutture delle latrine: fogli arrotolati, legati a uno spago. Così si intrecciavano relazioni d’amore in cui amante e amata non si vedevano mai, ma descrivevano l’uno all’altro, con rozze espressioni, il loro aspetto esteriore; e si mandavano dei pegni d’amore, ciocche di capelli, pezzetti di stoffa che poi la notte tenevano stretti al petto, peli di vergogne.
Nel cortile della prigione c’era una piccola lavanderia, dove le prigioniere lavoravano sotto la sorveglianza di alcune guardiane. Una volta, la guardiana si allontana un momento: la ragazza rimane sola, schiaccia il viso contro la finestra, cerca con gli occhi la cella dell’uomo che le scrive da parecchie settimane e a cui lei da parecchie settimane risponde: lo ama, vorrebbe vederlo, come potrà riconoscerlo? Ma lui l’ha già riconosciuta, le fa cenno che è lui quello che l’ama; lei scuote il capo incredula, lui indica i suoi capelli neri ricciuti, il naso a becco, la cicatrice all’orecchio. Finalmente lei gli crede; e raggiante di gioia lo guarda, gli tende le braccia, vorrebbe poterlo toccare, abbracciare almeno una volta. Niente da fare: la grata li separa. Ma il sentimento di lei trabocca, e la costringe a staccarsi di corsa dalla finestra e a sbottonare il grosso abito di fustagno grigio. E adesso lei gli mostra il suo corpo, i piccoli seni turgidi, le gambe rotondette e ben tornite, e piange e ride di gioia. Finalmente può dimostrargli quanto lo ama: sì, farebbe tutto, tutto per lui. Nessuno dei due si accorge che la guardiana sta osservando la scena.
Quel semplice gesto di passione costò caro alla poveretta. Di lì a una settimana doveva essere posta in libertà condizionata; perdette il beneficio e fu costretta a scontare la pena.
Ernst Toller, Una giovinezza in Germania, Einaudi