
Quando lavorano a milioni, ma non vivono,
quando le madri offrono solo latte annacquato ai figli,
questo sì che è ordine.
Quando gli operai gridano «Dateci la luce!
Processate chi ci ruba il lavoro!»
questo sì che è disordine.
Quando i tubercolotici corrono al tornio,
quando dormono in tredici in una stanza,
questo si che è ordine.
Quando qualcuno si mette a urlare
perché vuole una vecchiaia assicurata,
questo sì che è disordine.
Quando ricchi eredi sulla neve svizzera
fan festa — e d’estate sul lago di Como —
allora sì che regna la calma.
Quando c’è rischio che le cose cambino,
quando è vietato speculare sulla terra,
allora sì che regna il disordine.
L’importante è non sentire gli affamati.
L’importante è non deformare le strade.
Guai gridare.
Con il tempo tutto andrà meglio.
L’evoluzione vi porterà tutto.
Lo ha scoperto il vostro deputato.
E se a quel punto foste tutti morti?
Beh, sulle vostre tombe si leggerà:
“Furono sempre amanti della calma, amanti dell’ordine.”
Kurt Tucholsky, Calma e ordine