Le figurine di Radiospazio. Segreti dell’anima

All’obitorio, l’intellettuale di turno era il dottor Hake: un altezzoso cinquantenne di bell’aspetto, un fumatore di pipa dai capelli folti e scuri come la salsa Burgunder. Era stato lui a scegliersi l’ufficio più piccolo e malmesso, perché trovava tanto romantica la visita che si godeva da lì: fuori, appesa al muro, era sempre visibile l’insegna obitorio. Il dottor Hake investiva la maggior parte dello stipendio e tutta la sua passione nel pubblicare libri sulla vita e il suo significato, libri che egli scriveva nella sua amata prosa medica. Di recente si era anche cimentato nella composizione di una poesia che aveva suscitato notevole scalpore; una poesia sugli organi interni. Tra gli anatomo-patologi era l’unico a dirsi convinto che dentro l’uomo non ci fossero solo viscere, ma anche un’anima e che dentro ogni anima si nascondesse uno sporco segreto. Per questo motivo aggrottava spesso la fronte, il che, assieme alle sue molte pubblicazioni, accresceva il già profondo rispetto che le segretarie nutrivano per lui.

Irene Dische, Pietose bugie, Feltrinelli, Traduzione di Agnese Grieco

Lascia un commento