
Là succede di tutto, ma il tempo non passa mai. Sembra così, fermo da duemila anni, sembra sacro, sa di grano e di polvere. È facile pregare e morire tra un’intifada e l’altra. La chiamano “Terra Promessa”, ma da vicino è un cimitero. Qui a Nablus il tempo è fermo, ma succede di tutto: i ragazzi si sposano giovani per guadagnare istanti preziosi, i vecchi hanno gli occhi sempre più piccoli a forza di fissare il destino, i turisti solidali scattano istantanee e regalano sorrisi. Al mercato della città vecchia Mustafà ti vende un chilo di limoni e ti regala un pollo vivo, l’amico Omar ti offre un litro di yogurt e ti frega il portafoglio. Abu Samir, per via della ferita alla gamba destra causata da una pallottola vagante, fa il disoccupato e gira per le bancarelle, non cerca pietà, non cerca lavoro, passa il suo tempo a contare polli, portafogli e a maledire i soldati. Là succede di tutto, ma il tempo non passa mai, sembra così, una bandiera bianca ferma come un segnalibro tra due attimi: libertà e filo spinato, prigionieri e fuggitivi.
Muin Masri, Vendesi croce, Nautilus