
Egli teneva in mano una matita d’oro, con la quale aveva già scritto in calce a ogni lettera la formula magica «procr.». Questa abbreviazione usata negli uffici di Cacania* voleva dire «procrastinato» e cioè, in linguaggio comprensibile «da decidersi piú tardi»; ed era un esempio di cautela, per cui nulla si lascia perdere e nulla si precipita. Procrastinate venivano ad esempio le istanze dei piccoli impiegati per un soccorso straordinario alla moglie in puerperio, finché il bambino era cresciuto e capace di guadagnarsi la vita da sé, per il motivo che forse nel frattempo sarebbero state emanate leggi in proposito, e il buon cuore dei superiori non voleva respingere previamente la domanda; ma si procrastinava anche la richiesta di personaggi o uffici influenti che non si poteva offendere con un rifiuto, pur sapendo che un altro ufficio influente si opponeva alla loro richiesta; e per principio tutti i casi che si presentavano per la prima volta venivano procrastinati finché non si presentasse un caso analogo.
Robert Musil, L’uomo senza qualità, Einaudi
Traduzione” Adolf Frisé, Anita Rho, Laura Castoldi, Gabriella Benedetti
- Con Cacania l’autore indica la duplicità dell’Austria-Ungheria, imperiale e regia (k.u.k. cioè kaiserliche und königliche, da cui la Cacania.