
Allora si ricordò delle eroine dei libri che aveva letto, e la legione lirica di quelle adultere levò nella sua memoria un piacevole canto di voci sorelle. Lei stessa diveniva una componente vera delle proprie fantasie e realizzava il lungo sogno della sua giovinezza, si riconosceva in quel personaggio di amante a cui tanto aveva aspirato. Del resto, Emma provava quella soddisfazione che appartiene in genere alla vendetta. Non aveva sofferto anche troppo? Ma questo era il suo trionfo e l’amore, tanto a lungo represso, sgorgava nella sua interezza in una gioiosa effervescenza. Lo avrebbe assaporato senza rimorsi, senza inquietudine, senza turbamenti.
Gustave Flaubert, Madame Bovary, Feltrinelli, Traduzione Roberto Carifi