
A ogni incontro, il desiderio reciproco si faceva sempre pitt forte e, proprio per questo, evitavano perfino di sfiorarsi, limitandosi a bere ogni tanto un caffè al banco di un bar e poi facevano una breve passeggiata, fianco a fianco, lungo le vie centrali di Milano, per il piacere di ascoltare i reciproci racconti.
Talvolta si guardavano negli occhi e i loro sguardi esprimevano il desiderio che provavano l’uno per l’altra.
Un giorno, Bruno le aveva circondato le spalle e l’aveva attirata a sé, sussur- randole: «Mi piaci da impazzire, rondinella».
Si riferiva all’incarnato chiaro di Gloria che esaltava i grandi occhi neri e l’assi-milava a una rondine.
Sveva Casati Modigliani, L’amore fa miracoli, Sperling & Kupfer: