Un fuori programma (radiofonico e poetico) con CARLO EMILIO GADDA

gadda antenna buonaUn Gadda poeta. Inconsueto, vero?, e per di più poeta licenzioso che costruisce il suo sonetto intorno a una  metafora fallica, gaddianamente riplasmata su un calco arcaico.. Non sono in grado di datare esattamente questa piccola composizione; certamente risale ai primordi della radio, quando l’antenna era di fondamentale importanza per il funzionamento dell’apparecchio. Ed è proprio sull’antenna radiofonica che Gadda costruisce la similitudine che mette in relazione la svettante propaggine radiofonica con l’inadeguatezza della sua antenna personale – stando almeno al rimprovero della sarcastica Nice.


«Quest’antenna è pur, mia Nice,
Vanto e merto al caro armadio
Donde abbiam sì dolce il suon. »
Mi sogguarda irata e dice:
«Sarà l’arme della radio,
        Non la tua, però, fellon. »

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