
E Monelle disse: Ti parlerò della vita e della morte. Gli istanti sono come bastoni metà bianchi e metà neri. Non servirti per la tua vita soltanto di disegni fatti con le metà bianche. Poiché finiresti per trovare i disegni con le metà nere. Che ogni nerezza sia attraversata dall’attesa della bianchezza futura.
Non dire: adesso vivo, domani morirò. Non dividere la realtà tra la vita e la morte. Di’: adesso vivo e muoio. Consuma in ogni istante la totalità positiva e negativa delle cose. La rosa d’autunno dura una stagione; ogni mattina si apre e ogni sera si chiude. Sii come le rose: offri le tue foglie allo strappo delle voluttà, al calpestio delle sofferenze. Che in te ogni estasi sia morente, che ogni voluttà aneli alla fine. Che in te ogni dolore sia il passaggio di un insetto che sta per prendere il volo. Non ti richiudere sull’insetto che rode. Non innamorarti di quei carabi neri. Che in te ogni gioia sia il passaggio di un insetto che sta per prendere il volo. Non ti richiudere sull’insetto che succhia. Non innamorarti di quei maggiolini dorati. Che ogni intelligenza riluca e si spenga in te nel tempo di un lampo.
Che la tua felicità sia spezzata in folgorazioni. Così la tua parte di gioia sarà pari a quella degli altri. Contempla l’universo nei suoi atomi. Non resistere alla natura. Non puntare contro le cose i piedi della tua anima. Che la tua anima non si volti dall’altra parte come un bambino cattivo. Va’ in pace con la rossa luce del mattino e il chiarore grigio della sera. Sii l’alba e il crepuscolo insieme. Mescola la vita alla morte e dividile in istanti. Non aspettare la morte: è già in te. Sii il suo compagno e stringila al petto; tu e lei siete un’unica cosa. Muori della tua morte; non invidiare le morti antiche. Fai corrispondere il genere di morte al genere di vita. Considera ogni cosa incerta come vivente, ogni cosa certa come defunta.
Marcel Schwob,.Il libro di Monelle, Fazi, Traduzione di Arnaldo Colasanti