
Trovo la moglie a letto un po’ pallida ma tanto contenta col professore ginecologo che è venuto a visitarla dopo il lavoraccio e dice quanto è stata brava questa piccola deliziosa signora, e io penso ma guarda un po’ sta’ a vedere che ha funzionato pure il parto indolore questa mia moglie è davvero capace di tutto, d’altra parte si vede che non sta nella pelle per l’elogio ricevuto dall’alto e quando quello se ne va finalmente vuole prendersi una mano mia e mi guarda commossa e mi dice ne voglio subito un’altra, e io come un lampo penso stai fresca che te ne faccio un’altra siamo mica matti per caso e vorrei dirle di calmarsi ma intanto mi viene in mente che se ha detto un’altra vuol dire che è nata una femmina e le dico è femmina vero, e lei sorridendo con occhi e bocca estenuati che sembra non abbia mai fatto altro che amarmi e amarmi senza darmi alcuna seccatura dice tu la volevi femmina, e poi dice però non ha gli occhi azzurri e i capelli biondi non sono stata brava abbastanza, e io le dico non fare la stupida e quasi quasi mi metto a piangere, per fortuna viene dentro una suora la quale saputo che io sono il padre si congratula fervidamente e dice che non si potrebbe ma se voglio dare un’occhiatina alla neonata me la fa dare, io per la verità non è che ne abbia gran voglia oggi o domani fa lo stesso secondo il mio intendimento anzi meglio domani che oggi dato che forse ancora per una notte si può far finta che non sia nata, però a quanto pare ci sono consuetudini abbastanza rigorose per i nuovi padri ed una di queste consiste nel guardare con compiacimento e commozione i nuovi figli sicché vado in corridoio seguendo la suora e quella mi fa segno di aspettare e poco dopo mi porta mia figlia, vestita a trine di mussola come una principessa ma per il resto del tutto simile agli altri neonati dell’universo che non sono certo belli, anzi direi sono proprio brutti e congestionati e mia figlia di sicuro non fa eccezione, però noto che ha le mani bianche con dita lunghissime chissà mai se è normale che abbia le dita tanto lunghe essendo appena nata comunque se non è normale tanto meglio mia figlia deve pur avere qualche segno di eccellenza dopotutto, perciò mi viene il compiacimento di rigore e desiderio di toccare una di quelle mani per sentire anche come sia la pelle di questo essere tuttora in bilico sull’estraneità per ciò che mi riguarda, ed ecco che lei non so come mi afferra un dito non è che un piccolo mostriciattolo che muove bocca e mani senza saperlo e tuttavia solo ad afferrarmi un dito ha stabilito con apparente naturalezza un rapporto anche affettivo indissolubile, mi ha preso insomma per tutta la mia vita collocandomi al suo servizio, un bell’affare a pensarci bene, per i prossimi vent’anni o anche venticinque se non di piú il mio lavoro e le mie fatiche sapranno dove andare a finire, con l’aiuto di Dio.
Giuseppe Berto, Il male oscuro, Neri Pozza