Philip Roth, La lametta nuova (frammento)

Ci ho pensato bene. I miei figli hanno finito gli studi. La mia casa è pagata. Sono coperto con la Blue Cross e la Major Medical. Ho una Ford del ’56. Ieri ho ricevuto un assegno di quarantacinque dollari in diritti d’autore dal Brasile, soldi piovuti dal cielo. Buttala via, mi sono detto, e fatti la barba con una lametta nuova. Poi ho pensato: no, con questa lametta posso farmi la barba almeno un’altra volta, forse anche due. Perché essere sciuponi? Ma poi ho fatto un’altra riflessione: Ho sette libri negli scaffali dei tascabili, ho editori in venti paesi, sulla casa c’è un tetto di tegole nuove, in cantina c’è una caldaia nuova e silenziosa, nel bagnetto di Hope c’è un impianto nuovo di zecca. Le fatture sono tutte pagate e, ciò che piú conta, in banca ci sono dei soldi avanzati che fruttano un interesse del tre per cento, per la vecchiaia. Al diavolo, ho pensato, basta con queste riflessioni… E ho messo nel rasoio una lametta nuova. E guardate come mi sono massacrato. Mi sono quasi tagliato un orecchio.

Philip Roth, Lo scrittore fantasma, Einaudi, Traduzione di Vincenzo Mantovani

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