La scrittura può rendere tollerabile l’esistenza». Un’intervista a Geoff Dyer

Una frase che mi ha davvero colpito, nell’Infinito istante è: «Dorothea Lange è sempre stata desiderosa di scoprire e rappresentare la dignità umana. […] Il pericolo di un simile approccio è che le persone possano essere ridotte alla loro dignità», anche se non sono sicura di aver davvero capito. Potrebbe spiegarmi?

Sì, la dignità è ciò che resta, secondo un certo calcolo estetico, quando tutto il resto viene tolto. Ma in realtà spesso c’è ben poca dignità nella posizione in cui si trovano le persone. Penso che sia simile a qualcosa che diceva uno scrittore palestinese sugli appelli all’“umanità”; lui pensava che gran parte dell’essere umano venga divorato ogni giorno da una rabbia cieca, indicibile, per ciò a cui è sottoposto, ed è stato sottoposto, ad esempio, il popolo palestinese. Ora, a noi piace restringere l’idea di “umanità” alla compassione, alla cura, al senso di giustizia e così via, ma io preferisco la sua idea onnicomprensiva di cosa significhi essere pienamente umani: magari bruciare di rabbia per il modo in cui queste nozioni possano essere strumentalizzate in manovre ideologiche più ampie.

Leggi l’intero articolo.   https://www.labalenabianca.com/2023/09/25/intervista-geoffdyer/

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