Maria Nadotti, Il genere preso sul serio (Doppiozero)

«Quando la ricerca contemporanea sulle maschilità ebbe inizio, l’analisi femminista aveva già mostrato che quasi la totalità del discorso accademico era una forma di conoscenza quasi completamente costruita da uomini […]. Tuttavia, questa conoscenza esisteva senza che gli uomini venissero tematizzati in quanto “portatori” di genere. Di fatto, uno tra i tropi centrali delle scienze umane, delle scienze sociali e persino delle scienze biomediche era rappresentato dall’assunzione di “uomo” come norma, quale rappresentante dell’universale. Quindi gli uomini erano trattati come se fossero privi di genere, e come se “genere” significasse “donne”.» 

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