
Approfittai di quel soggiorno per fare provvista di pietre da succhiare. Erano ciottoli ma io li chiamo pietre. Sì, questa volta feci una buona scorta. Le suddivisi equamente nelle mie quattro tasche e li succhiai a rotazione. Questo poneva un problema che risolsi in questo modo. Avevo sedici pietre, quattro per ciascuna delle mie quattro tasche, due dei pantaloni e due del cappotto. Quando prendevo una pietra nella tasca destra del cappotto e la mettevo in bocca, la sostituivo nella tasca destra del cappotto con una pietra della tasca destra dei pantaloni, che sostituivo con una pietra della tasca sinistra dei pantaloni, che sostituivo con una pietra della tasca sinistra dei pantaloni, che sostituivo con una pietra della tasca sinistra del cappotto che sostituivo con la pietra che avevo in bocca quando avevo finito di succhiarla. Così c’erano sempre quattro pietre in ognuna delle mie quattro tasche, ma non si trattava sempre delle stesse pietre. E quando avevo voglia di succhiare ne prendevo una dalla tasca destra del cappotto, sicuro che non avrei preso la stessa dell’ultima volta.
Samuel Beckett, Molloy, Les Editions de Minuit