Le figurine di Radiospazio. Essere vivi

Son viva — credo —
i rami sulla mia mano
sono pieni di convolvolo
e sulla punta delle dita
il carminio pizzica
e se tengo un vetro
sulle labbra, si offusca
per il medico segno che respiro.

Sono viva perché
non sono in una stanza
in genere il salotto
dove arrivano i visitatori
si inchinano, guardano di lato
poi dicono “quanto è fredda”
o “era cosciente” quando entrò
nell’immortalità?

Son viva perché
non ho casa di mia proprietà
dedicata solo a me
destinata a nessun altro
con su scritto il mio nome di ragazza,
perché chi viene a trovarmi
riconosca una porta
e non provi con una chiave sbagliata.
Com’è bello essere vivi!
Com’è infinito essere
vivi due volte: sono nata un tempo,
e ora rinasco in te!

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